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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

di Ricardo Baldassarre del 29/03/2009 ore 18:46:29, in Trasponder World, linkato 2205 volte
 
un articolo di Davide Daverio                            con Galleria Fotografica

La mia passione nel fotografare aerei ha origini lontane, è legata al ricordo di mio nonno Eugenio, motorista ai tempi della guerra. Le sue antiche foto, fatte in momenti rubati tra una missione e l'altra, mi hanno sempre appassionato, tanto quanto i suoi racconti. Guardando quelle immagini si vedono aviatori coraggiosi, appoggiati ad aerei pronti a partire, ma non certi di tornare, che hanno fatto una parte della storia italiana. Nel mio piccolo, ho iniziato con una semplice attrezzatura per iniziare a "catturare" queste magiche "macchine volanti". In principio si centra la preda, la si fotografa di lato, ben inquadrata, facendo attenzione a non "morsicare", come dico io, il muso e la coda; il primo impegno di uno spotter, secondo me, è quello di catturare in uno scatto perfetto un aereo, sospeso nel cielo oppure al suolo pronto a spiccare il volo. La curiosità, piano piano avanza e con essa, la voglia di spingersi oltre e, cogliere ciò che di solito non si vede. Ecco allora che la distanza diminuisce, la posizione cambia, ed inizia la ricerca della fotografia "particolare". In gergo il "close-up" è uno scatto dalle caratteristiche uniche, estremamente ravvicinato che racconta un momento della scena di solito molto d'effetto. Gli aerei non sono tutti uguali, simili semmai, ma per rendere particolare uno scatto, è importante il momento; il tocco di un carrello al suolo concentra in pochi decimi di secondo tutta la dinamicità di un aereo. Dalla semplice forma di lato la curiosità si può spingere ai carrelli, alle ali, al muso, ai winglets, a particolari che, grazie ai potenti strumenti odierni, possono essere incredibilmente interessanti. Che sia in volo o al suolo, la posizione del fotografo, resta un elemento fondamentale. Ecco allora che, nel rispetto delle norme di sicurezza e del buon senso che ci accompagna, ci si può avvicinare, anche fisicamente, grazie alle iniziative della nostra associazione, agli aeromobili stessi, per cogliere ogni particolare. Si cercano nuove posizioni, nuove prospettive; grazie alla prevedibilità del movimento di un aereo, si sceglie uno scatto di 3/4 anteriore o posteriore, così da poter stringere il campo sul muso o sulla coda. La luce poi, preferibilmente di spalle, ci obbliga a girovagare per tutto il perimetro dell'aeroporto per immortalare gli stupendi riflessi che si creano quando il sole è basso sull'orizzonte; levatacce mattutine e lunghe attese per i tramonti vengono ripagate dagli stupefacenti effetti creati dalla luce che colpisce meravigliose carlinghe argentate o colorate. Lungo le testate delle piste poi, con un ottimo teleobiettivo possiamo attendere il magico momento del decollo, magari di un "heavy body" che, percorrendo tutta la pista, ci passa sopra con tutto il suo frastuono prestando il suo muso e le sue turbine, a noi ricercatori maniacali di ogni più piccolo dettaglio. Con altrettanta pazienza, muniti di una piccola scaletta a gradini per superare l'odiosa, seppur indispensabile rete metallica, possiamo immortalare le fumate dei pneumatici durante il "tocco" della pista, tanto breve quanto emozionante. Tra uno scatto e l'altro, in particolare verso le ore centrali della giornata, quando il traffico si riduce, gli spotters si riuniscono per commentare ed apprendere dai colleghi più capaci , quanto più possibile sull'arte della fotografia. Devo dire che personalmente, il nostro presidente, ha saputo cogliere un nostro grande bisogno; il bisogno di poter fotografare "al di là della rete" le nostre prede, consentendoci di concentrarci su ogni aspetto della nostra attività di spotters. Le posizioni che sono state scelte ci consentono, stando nel medesimo luogo, di scattare sempre a favore di luce e di poterci avvicinare, in massima sicurezza, ai nostri amati aerei. Qui, al centro delle piste nel nostro mirino, si vede la scena come in un film; l'occhio si posa sulle cabine, sulle pale delle turbine, sui portelloni, sui pneumatici, senza preoccuparci di null'altro; magari si può sfruttare il cono di aria compressa surriscaldata proveniente dalle turbine o dalla APU per sfocare l'orizzonte con altri aerei che sfilano dietro il nostro soggetto. Oppure si aspetta il secondo in cui una lama di luce si materializza sotto le ali che ci passano tanto vicino, per far riflettere il logo della compagnia che è verniciato sul corpo del motore. Questi sono due piccoli esempi di come un particolare può non vedersi ad occhio nudo o essere talmente veloce da passare inosservato; solamente una fotografia fatta da un attento osservatore lo può valorizzare. Grazie ad airclipper le iniziative a favore degli spotters sono innumerevoli, con opportunità davvero uniche che ci consentono di raggiungere risultati degni di nota che rendono tangibile quanto un aereo sia un'opera unica dell'ingegno umano. E' cambiata di molto la fotografia aeroportuale; i progressi informatici hanno globalizzato il concetto di "turismo aeroportuale"; gli appassionati oggi, grazie anche all'affermazione del digitale, godono di immagini di alta qualità ampiamente fruibili. Oggi non basta fare una foto e spedirla; occorre avere ampie conoscenze sul trattamento digitale delle immagini; occorre un buon background informatico per decidere dove e come gestire le proprie opere; quindi uno spotter deve saper scattare, deve saper ritoccare una fotografia per valorizzarla al meglio; deve saperla gestire a livello digitale e scegliere il modo migliore per renderla condivisibile con chi gode della medesima passione. Alla fine i risultati sono spettacolari ma la fatica è tanta; mi piace pensare che anche il mio povero nonno abbia contribuito alla nascita di noi spotters con una strumentazione fotografica, oggi ormai preistorica. In ogni sua fotografia l'impegno era massimo, ma con un intento differente; quello cioè di immortalare, probabilmente, l'ultimo scatto di un velivolo che poteva essere destinato a non vedere l'alba di un nuovo giorno. Quando seguo con lo sguardo un aereo e, immortalo il suo imponente passaggio nel mio campo visivo, mi ritrovo con gli occhi rivolti verso l'alto a immaginare luoghi e culture lontane; in alcuni casi paesi visitati mentre in altri solo sognati e, da quel momento, mi sento pervaso da una sensazione di grande maestosità e potenza che, idealmente, auspico di riuscire a far trasparire dai miei scatti fotografici.



GALLERIA IMMAGINI DI DAVIDE DAVERIO
























 
di Ricardo Baldassarre del 22/03/2009 ore 18:31:15, in Trasponder World, linkato 2138 volte
 
Un articolo di Paolo Moltrasio               con galleria fotografica!

Soprannominato Dreamliner, il Boeing 787 è il nuovo e rivoluzionario aeromobile, ideato, progettato e assemblato dall’omonima industria aeronautica statunitense. Il 787 rappresenta attualmente il programma più avanzato nel campo dell’aviazione civile e costituirà la soluzione di riferimento per lo sviluppo strategico delle compagnie aeree nei prossimi decenni. Nonostante questo aeromobile non voli ancora, (il piano prevedeva il primo volo entro la fine del 2008 e la prima consegna nel terzo trimestre 2009), la Boeing ha già raccolto ordini da 59 clienti per un totale di 915 aeromobili. In netta controtendenza rispetto ad Airbus, che ha scelto di costruire un vero e proprio “gigante dell’aria” l’A380, 525 passeggeri (configurazione a 3 classi standard), 853 (classe unica), l’azienda americana ha preferito mantenersi su dimensioni e capacità più tradizionali 210/250 passeggeri (per la versione 787-8), 290/330 (per la versione 787-3), puntando su confort, silenziosità, costi operativi ridotti e rispetto per l’ambiente. Denominato inizialmente 7E7, il Dreamliner è stato “lanciato” dalla Boeing nell’aprile 2004, dopo aver ricevuto dalla compagnia ANA il più grande ordine di lancio che si annoveri nella storia dell’aviazione commerciale. Nel gennaio 2005 l’aeromobile è stato ribattezzato 787, continuando la tradizionale numerazione Boeing iniziata con il 707 e proseguita fino al 777. L’aeroplano ha effettuato il roll-out dallo stabilimento di Everett l'8 luglio 2007, (data che nell'abbreviazione americana si scrive 7-8-7). Il programma Boeing 787 Dreamliner coinvolge l’elite mondiale dei costruttori aeronautici, tra cui spiccano il nome delle italiane Alenia Aeronautica e Alenia Aermacchi. Alenia Aeronautica, società del gruppo Finmeccanica, in collaborazione con Global Aeronautica, una joint venture con Boeing, ha una quota del 26% nella progettazione e costruzione della rivoluzionaria struttura in materiali compositi. Il centro dell’ingegneria e della ricerca di Alenia per il 787 è lo stabilimento di Pomigliano d’Arco (Napoli). La produzione dei segmenti di fusoliera centrale n. 44 (8,5 metri nella versione base) e centro-posteriore n. 46 (nelle tre versioni da 10 a oltre 15 metri) viene effettuata nel nuovo impianto di Grottaglie (Taranto), mentre lo stabilimento di Foggia si occupa della realizzazione del piano di coda orizzontale, stabilizzatore, (composto da tre pezzi, uno centrale e due laterali lunghi 11 metri ciascuno). Alenia Aermacchi, azienda leader nella progettazione e produzione di velivoli militari d’addestramento, partecipa al programma Boeing accanto a Goodrich Aero structures, per la fornitura dei componenti strutturali per le gondole motore del nuovo velivolo. Vediamo ora di capire ciò che fa di questo aeromobile un “gioiello della tecnologia”. La novità principale del 787 rispetto ai velivoli delle generazioni precedenti è il passaggio dall'alluminio al materiale composito (fibra di carbonio). Una prima evoluzione degli aerei da trasporto commerciale, ha portato a costruire in fibra di carbonio unicamente le superfici mobili quali alettoni, flap, timoni, elevatori e la coda, mantenendo tutto il resto in alluminio, titanio o acciaio. Boeing, ritenendo che l’alluminio abbia già espresso tutte le sue potenzialità ha deciso di fare un largo uso della fibra di carbonio, capace di prestazioni superiori in termini di leggerezza e resistenza con minori costi, a tal punto che il 787 sarà costruito quasi interamente in materiale composito. Gli interni del Dreamliner sono il prodotto di studi che tendono a considerare e soddisfare i desideri dei passeggeri di tutto il mondo, su quale sia l’ambiente migliore da trovare a bordo di un aereo. Spaziosità, luminosità e confort, sono le principali caratteristiche che rendono unica la cabina passeggeri del 787, caratteristiche queste già apprezzabili dalla porta d’accesso del nuovo velivolo, dove l’ampio soffitto a volta dell’ingresso, trasmette una sensazione di benvenuto. Il design del soffitto, la perfetta mescolanza dei colori e l’intensità della luce, variabile durante le fasi del volo, offrono un “effetto cielo” che amplifica il senso di libertà, riducendo quello di “soffocamento”, proprio degli ambienti chiusi. La dimensioni della fusoliera (35 centimetri in più rispetto ai modelli concorrenti), permetterà l’installazione dei sedili destinati ai passeggeri della classe economica (otto per fila), in modo da garantire un apprezzabile aumento dello spazio a loro disposizione e una più agevole circolazione attraversi i corridoi, unici per dimensioni, mai realizzati sino ad ora su aeroplani per il trasporto passeggeri. I finestrini (48×28 cm), più grandi rispetto a quelli degli aerei odierni, consentiranno una buona visuale verso l’orizzonte anche dai sedili centrali. Un sistema di oscuramento elettronico, permetterà all’equipaggio di regolare la luce proveniente dall’esterno in modo da ricreare un ambiente adatto per i passeggeri che vogliano riposare, mantenendo comunque la giusta trasparenza, per permettere agli altri di godersi il panorama. Riviste anche le dimensioni degli alloggiamenti per i bagagli a mano (infatti, saranno i più grandi mai realizzati per un aereo) così da consentire a ciascun passeggero di sistemare più comodamente, sopra il proprio sedile almeno una valigia tra quelle più diffuse in commercio. Aumenta lo spazio anche nelle toilette, in tutte le classi, capaci così di permettere il comodo accesso anche alle persone in carrozzina. Grazie ad una maggior resistenza strutturale, a 13 mila metri di quota, la pressurizzazione della cabina in volo sarà equivalente alle condizioni dell’aria ad un’altitudine di 1.830 metri, contro i 2.400 degli aerei attuali, inoltre una maggiore e migliore umidificazione dell’aria permetterà un miglioramento della qualità di vita durante la permanenza a bordo. La cabina di pilotaggio (cockpit), sviluppata con il contributo di piloti e compagnie di tutto il mondo, permetterà ai membri dell’equipaggio, grazie alle migliorie apportate (monitor più grandi, head up display disponibili per entrambi i piloti e un sistema in grado di riprodurre delle mappe dinamiche), una migliore gestione dei carichi di lavoro e di avere una maggior consapevolezza della posizione dell’aeroplano rispetto allo spazio circostante, terreno sottostante e agli ostacoli, sia in volo sia al suolo. Inoltre, nonostante il notevole contributo tecnologico, Boeing ha fatto in modo di mantenere la più stretta comunanza con la cabina del 777, affinché i piloti in possesso di abilitazione di volo su quest’ultimo, potranno essere abilitati in poco tempo (5 giorni) alla condotta del più innovativo Dreamliner. Due i propulsori selezionati da Boeing, il GEnx di General Electric e il Trent 1000 di Rolls-Royce, capaci entrambi di sviluppare una potenza di spinta tra le 53,000 e le 75,000 lbs (240 to 330 kN). Novità assoluta, introdotta per la prima volta nella storia dei jet commerciali, utilizzando, le due diverse tipologie di motore, un'unica interfaccia standard con l’aeromobile, permetterà una perfetta interscambiabilità, caratteristica questa che amplifica il concetto di flessibilità d’impiego. Tre le versioni del Dreamliner, il 787-8 è la versione “base”, in grado di trasportare tra i 210 e 250 passeggeri su rotte fino a 15.700 chilometri a una velocità di crociera di Mach 0,85. Il 787-9, è la versione più grande (allungata), in grado di trasportare fino a 290 passeggeri a distanze comprese tra i 15.900 e i 16.300 km, infine, il 787-3 è la versione a corto raggio, con un’autonomia fino a 6.500 chilometri che potrà ospitare fino a 330 passeggeri. Per finire, ecco i numeri che si tradurranno in effettivo risparmio, per chi deciderà di “adottare” questo aeromobile nella propria flotta: minor consumo di carburante (20 per cento in meno rispetto ad aerei comparabili), maggior capacità di carico (tra il 44 e il 57 percento in più, secondo la versione, rispetto ad aerei comparabili), 450 nuove rotte possibili, risparmi in termini di manutenzione “airframe maintenance” (30 per cento).
 
GALLERIA IMMAGINI
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Le immagini sopra riportate sono state prese dai siti http://www.airliners.net e http://www.jetphotos.net
 
di Ricardo Baldassarre del 17/12/2008 ore 01:22:46, in Trasponder World, linkato 601 volte
 

Ecco la sezione riguardante il giornale Trasponder World riservato ai soci dell'Associazione Clipper.

Prossimamente pubblicheremo gli articoli piu' interessanti del 2008. e a seguire i primi articoli del 2009.

Grazie!!!

 

 

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