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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

di Davide Daverio del 10/12/2009 ore 23:30:40, in Spotting, linkato 887 volte
 


Con immenso piacere, il nostro presidente ci ha fornito il suo personale contributo (e che contributo) per questa ultima sessione di spotting dell'anno 2009.









































 
di Davide Daverio del 10/12/2009 ore 21:15:37, in Spotting, linkato 760 volte
 
































 
di Davide Daverio del 06/12/2009 ore 22:17:07, in Spotting, linkato 806 volte
 












































 
di Davide Daverio del 22/11/2009 ore 17:36:52, in Spotting, linkato 873 volte
 






































 
di Davide Daverio del 21/11/2009 ore 21:11:23, in Spotting, linkato 871 volte
 


"Battesimo del fuoco" al Clipper in una giornata non proprio ottimale per la luce.
Spero che gli scatti siano di vostro gradimento! Ovviamente, protagonista il 747 China Cargo!

 

 

 
di Davide Daverio del 20/10/2009 ore 21:09:02, in Spotting, linkato 1225 volte
 


Durante questa sessione di spotting, abbiamo avuto la piacevole sorpresa di poter visitare dall'interno un A330-243, grazie allo staff di manutenzione Livingston. Non perdetevi la parte finale dell'articolo con tutte le descrizioni e le immagini dell'aereo.

In questo scatto ho avuto la fortuna di cogliere un istante di rara bellezza ; questo arcobaleno è stato davvero di buon auspicio.























Durante il pomeriggio ci siamo trasferiti su un piazzale tra il T1 e la cargo city dove era parcheggiato un A330-243.
La marca è I-LIVM ; il Livingston "Playa Maroma" è in esercizio dal 19-12-2003.
Da questo scatto si vedono benissimo le notevoli dimensioni ; 59 metri di lunghezza con apertura alare di 60 metri.



Ecco il potente motore RR Trent 772B-60 che consente all'aereo di raggiungere la velocità massima di 880 Km/h a 33.000 piedi.
L'autonomia massima di volo è di 11.850Km.









Ecco i pneumatici da ben 1.30 metri di diametro.



L'aereo può raggiungere un peso massimo al decollo di 233.000 Kg.









La sezione passeggeri ospita due classi per un totale di 293 posti; questa area è lunga circa 50 metri.



Ed ecco il flight deck ; il personale di servizio ha attivato i vari pannelli strumenti per l'occasione!





Durante la visita mi sono permesso di chiedere dove fosse il "crew rest" , in pratica la zona di riposo dedicata all'equipaggio.
A circa metà dell'aereo, tra i due corridoi, si trova una piccola porticina che conduce al piano inferiore.
Ebbene si, sotto i corrodoi, si trova un vano alloggi dedicato all'equipaggio con alcuni posti letto.
Livingston ha creato un "box" nella sezione della stiva per questo scopo e, a parte le dimensioni ridotte, devo dire che è davvero singolare.





Da questa sezione si può accedere alla parte principale della stiva che in questo caso era vuota.



Un riconscimento va al nostro Giorgio che ha avuto il tempismo di cogliere questa occasione.
Un caloroso grazie poi va al personale di servizio Livingston che si è dimostrato molto disponibile e preparato per l'evento del tutto fortuito.

 
di Davide Daverio del 17/10/2009 ore 17:21:47, in Spotting, linkato 1716 volte
 
Come di consueto, eccomi un’altra volta a fare due chiacchiere con voi su una nuova spedizione in terra straniera, nella città soprannominata la “Venezia del Nord”; famosa per i tulipani, gli zoccoli, i mulini a vento ed i locali a luci rosse…………….Amsterdam naturalmente!

Ad Amsterdam “Schiphol” la parola d’ordine è “Jumbo”, sinonimo perfetto per descrivere la grandezza di questo aeroporto. Sin dalla pianificazione di questo viaggio, sapevamo che la superficie dell’aerostazione sarebbe stata davvero ampia, quindi abbiamo cercato di programmare tutto nei minimi dettagli; questa volta il gruppo si è ampliato grazie alla presenza di Davide e Renato, anch’essi membri di “Airclipper”.

Come di consueto la partenza è avvenuta di buon mattino da Malpensa e l’Olanda ci ha accolto con uno splendido sole ed un clima davvero piacevole. Appena toccato il suolo, ci siamo subito resi conto della vastità dell’aerostazione; impiegando oltre 15 minuti per raggiungere il nostro finger. Una volta sbarcati, abbiamo attraversato l’intero aeroporto per recarci a ritirare l’auto che avevamo furbescamente noleggiato per visitare agevolmente l’intero perimetro aeroportuale. L’aeroporto mi è parso molto simile ad un centro commerciale, in quanto formato da una serie di capannoni con soffitti alti, strutture tubolari a vista collegati attraverso corridoi ricchi di negozi; lungo il percorso vi sono parecchi punti di sosta, forniti di panchine e chioschi informativi. I negozi sono davvero parecchi e di piccole dimensioni; in questi ambienti governa una discreta confusione, forse dovuta alla quantità di questi esercizi; tutto ciò rende il percorso interno piuttosto dispersivo.

Arrivati al punto di consegna della vettura, armati di navigatore programmato con ben 16 spotting points, ci siamo avventurati sulla A4 in direzione est per raggiungere le piste 22 e 36R. Strada facendo e carte alla mano, abbiamo deciso di raggiungere un famoso spotting point posizionato a sud della pista 06 in quel momento impegnata per gli atterraggi. Ad Amsterdam la viabilità è ricca di imprevisti; a parte la grande quantità di controviali e di ponti, è importante tenere conto delle biciclette e dei ponti levatoi sui canali; variabili per noi completamente sconosciute. Ci siamo accorti di aver raggiunto la destinazione grazie alla solita copiosa presenza di spotters, radunati su un prato poco lontano dalla testata della pista.

Ci ha sorpreso non vedere alcuna rete né muro a protezione del perimetro aeroportuale infatti, a breve distanza, si poteva scorgere benissimo l’asfalto della pista senza ostacoli verticali a sua protezione; in realtà il trucco c’è ….. il perimetro aeroportuale è ben delimitato da un elemento naturale che in Olanda è ovunque: l’acqua. Una serie di canali perpendicolari fanno da protezione all’aeroporto ed impediscono di accedere alle aree protette, lasciando così tutto il campo libero a noi spotters.

In questo punto denominato “Aalsmeerderweg” abbiamo sostato per parecchio tempo ed abbiamo potuto assaporare il lento sfilare di parecchi aerei ammirando sullo sfondo l’aerostazione e, a breve distanza, i piazzali dedicati ai cargo. Mentre stavamo svolgendo con tutta calma la nostra attività abbiamo intuito che di lì a poco il traffico si sarebbe intensificato e, per questo motivo, ci siamo diretti a nord, lungo la pista 36C; il nostro obbiettivo era di raggiungere un punto particolare in cui si possono vedere gli aerei rullare attraversando un ponte che sovrasta uno dei tanti canali che costeggiano l’aeroporto.

Dopo parecchi chilometri, appena lasciata la pista 36C abbiamo sostato nello spotting point di attraversamento tra le piste 36L e 36C, lungo il canale “Hoofdweg”. Qui, con grande stupore, ci siamo trovati di fronte ad un “panorama” davvero unico e spettacolare: la taxiway praticamente è stata costruita su un ponte al di sotto del quale scorre il canale e due strade a percorrenza veloce; appena lasciata l’auto, in un parcheggio adibito agli “spotters”, ci siamo letteralmente catapultati lungo il bordo della carreggiata per ammirare i rullaggi. La spettacolarità di questo punto sta nel fatto che gli aerei si trovano a meno di 50 metri dagli osservatori e vi garantisco che, veder sfilare un 777 Singapore a questa distanza sulla propria testa, fa davvero impressione. Abbiamo sostato in questo punto per parecchio tempo; il traffico era davvero intenso e ci siamo potuti permettere alcuni scatti particolari con le nostre “prede” preferite di sfondo.

Col passare del tempo, visto l’intensificarsi del traffico aereo abbiamo deciso di spostarci strategicamente lungo la testata della pista 36L, lì vicina per assistere ai decolli. Mi permetto di asserire che mai decisione è stata più azzeccata, in quanto, dopo pochi minuti, raggiunto lo spotting point più famoso di Schiphol, ai nostri occhi si è aperta una visione davvero incredibile: un grande piazzale con più di un centinaio di posti auto, in cui poter sostare a circa 200 metri dalla pista per cogliere gli imponenti decolli di tutti quei Jumbo che avevamo scorto al mattino lungo i piazzali dell’aerostazione.

Senza ostacoli verticali, in piena libertà , abbiamo colto, per oltre un’ora, un susseguirsi si B767,B777,B747, A330,A340 in decollo……… una vera pacchia che ha fatto sorgere in noi una domanda spontanea: “ Ma quanto è vasta la flotta della KLM?”. Ebbene si, è sorprendente vedere come una nazione così piccola, ma così all’avanguardia, possa avere una squadra “azzurra” del genere e come, in un aeroporto con ben 6 piste, questo traffico possa essere così ben gestito.

Jumbo, ecco la parola chiave che ci ha accompagnato circa un paio d’ore lungo questo “spotting point” dove si può percorrere, per chi lo desidera, a piedi o in bicicletta, una comodissima strada asfaltata che costeggia l’intera pista 36L; in lontananza le turbine eoliche la fanno da padrone e a malapena si scorgeva la torre di controllo, vista la notevole distanza tra le piste.

E’ stato difficile interrompere all’alba delle 14 e 30 questo meraviglioso idillio ma, era ormai tempo di rifocillarci e dirigerci verso nuovi orizzonti; così, dal momento che il tempo è tiranno, ci siamo diretti verso sud ,lungo la pista 06, per ammirare nuovamente gli atterraggi con il sole a favore. Sul prato antistante la testata della pista, abbiamo ritrovato la compagnia degli spotters presenti sin dal mattino, con loro ci siamo attardati brevemente a ridere e scherzare.

In seguito, rientrati in aerostazione abbiamo riconsegnato l’auto e ci siamo prontamente diretti verso una zona che, per noi, in qualunque aeroporto è ormai diventato un “must”………la terrazza panoramica. Sita all’ultimo livello dell’aerostazione, copre una notevole area del tetto esterno e praticamente consente la visione dall’alto di tutti i finger dalla lettera C alla lettera F; un punto d’osservazione a 360 gradi, o meglio 360° di godimento. Questo “observation deck”, consente di ammirare a poche decine di metri di distanza gli aerei parcheggiati sui piazzali e, lungo il perimetro di questo “attico”, come mi piace definirlo, si trovano una serie di cannocchiali professionali che consentono di ammirare, per chi non è dotato di opportune attrezzature, gli aerei da vicino.

Vi posso garantire che il primo istinto che mi è venuto appena giunto lì, è stato di correre verso le ringhiere di protezione per ammirare gli aerei sottostanti, come un bambino che, ansioso di raggiungere l’oggetto desiderato, non considera più nulla di ciò che gli sta intorno!!!!! Si poteva distinguere ad occhio nudo, l’interno del muso degli aerei, in particolare i “cockpit” con le carte Jepp e le tazze di caffè ben in vista sulle scocche interne, mentre i piloti svolgevano l’abituale briefing prima dell’imbarco dei passeggeri. Era come assistere con un occhio discreto, ad un “dietro le quinte” che notoriamente non è visibile ai comuni mortali; qui si dà al pubblico la grossa opportunità di osservare letteralmente da vicino, uno spettacolo inusuale.

All’interno di questo enorme terrazzo si possono trovare una gran quantità di bar e locali a tema, con, ovviamente, vista sulle piste; qui la nostra delegazione in terra straniera, tra un sorso di birra olandese e l’atro, si è riposata. Come ad ogni viaggio, ci siamo concessi la consueta foto di gruppo col proposito nella mente di tornare sicuramente in questa città, vista la particolarità paesaggistica del luogo.

Anche questa volta, devo ringraziare i consueti compagni di viaggio Fabio, Ricardo, Davide e Renato con cui ho riso e scherzato praticamente ogni momento; in questo modo il tempo trascorso insieme è volato dimostrandosi oltremodo piacevole.

Schiphol è l’ennesima conferma, anche se non ce ne sarebbe bisogno, di come altrove , la nostra attività è riconosciuta rappresentando una reale forma di turismo. In questi brevi viaggi abbiamo incontrato nuove culture, regalando una parte della nostra grazie all’impegno riposto nei nostri scatti fotografici, nel pieno rispetto delle nazioni che man mano ci ospitano. Purtroppo, da questi trip report, un solo dato emerge chiaro e desta perplessità; ad oggi è solamente la nostra patria che ufficialmente non riconosce e non agevola per nulla la nostra attività.

Ciò che però ci rincuora è che, grazie ad un uomo di nome Giorgio, che ha per primo creduto nella nostra passione di “spotters” e nei nostri scatti fotografici, siamo riusciti a diventare la principale associazione d’aviazione in Italia; con la sua professionalità e la sua competenza ci fa da porta- bandiera e da tramite con l’aeroporto di Malpensa. Il rammarico di dover invidiare tutte le realtà visitate, è tanto e purtroppo non rende giustizia al nostro serio operato e ai nostri aeroporti. Sperando sempre in un cambiamento positivo nei nostri confronti, con questo “trip report”, concludo le “trasferte spotteristiche” per l’anno 2009.

Con la speranza di aver incuriosito e stimolato qualche lettore, mi congedo da voi, fiducioso di proseguire il prossimo anno alla volta di nuove mete, insieme ai miei fedeli compagni d’avventura; la mia mente è già in fermento nel vagliare nuovi possibili viaggi ma, per ora, dovrete pazientare fino all’anno prossimo………………arrivederci a presto!

Davide Daverio

GALLERIA FOTOGRAFICA

Mappa delle 6 piste di Amsterdam con in rosso gli spotting point toccati


stiamo arrivando ad Amsterdam....a 770 KM orari!!!!


Il terminal 5 agli arrivi, sembra di essere in un centro commerciale!


ci spostiamo subito in zona sud della pista 06, ecco le prime prede...










La mitica pista di rullaggio sopra il canale....il primo aereo che incontriamo è un Boeing B777 della Singapore Airlines...mastodontico!








ogni tanto arriva anche qualcosa di "piccolo".....


Andiamo alla famosa "Spotting Plaz", una vista con il parcheggio sulla destra e sulla sinistra la pista...e altri spotter...


Questa foto rende tutto: noi, il canale, una piccola siepe e un bellissimo B777 della KLM!!!! che posto fantastico!!!!


Una carrellata di foto prese dallo "Spotter Plaz"




con un 200mm si fanno splendidi close-up!!






















avete visto la rete???? Quale???....ehm....effettivamente non c'è!!!!




dopo mangiato ritorniamo a sud della pista 06, una foto di gruppo


il MARZIANO!  a lui non scappa nessuna preda!!!!!!!!


Altre foto a sud della pista 06....






Rientriamo in aeroporto....la famosa scritta Schiphol presente nel piazzale fronte aerostazione


L'interno dell'aerostazione...ordinato e semplice, anche se un po' scuro e poco illuminato


Siamo proprio in Olanda....i fiori fanno da sfondo ai tabelloni orari


Be', siamo proprio in casa loro....neon preso dal bar presente in terrazza


Appena arriviamo siamo tramortiti...a pochi metri da noi gli aerei!


Closeup a 100mm!!!!!


Un'altra foto di gruppo con uno sfondo da urlo!  da sx Ricardo, Davide, Renato, Fabio e l'altro Davide


Ma come...non avete un 600mm????  nessun problema, potete utilizzare un comodissimo cannocchiale!


Gli aerei sono proprio li, quasi si possono toccare....


Arrivederci al prossimo trip report......
 
di Davide Daverio del 15/10/2009 ore 21:03:18, in Spotting, linkato 788 volte
 
























 
di Davide Daverio del 26/09/2009 ore 15:33:46, in Spotting, linkato 1024 volte
 






































 
di Davide Daverio del 26/09/2009 ore 15:05:41, in Spotting, linkato 945 volte
 
 





































 
di Davide Daverio del 24/09/2009 ore 19:03:26, in Spotting, linkato 993 volte
 










































 
di Davide Daverio del 09/09/2009 ore 23:18:20, in Spotting, linkato 2858 volte
 
Rieccomi, a breve distanza da Bruxelles, a scrivere un nuovo “spotting report”, che ha avuto come destinazione uno degli aeroporti più fotografati d' Europa.

Abbiamo deciso di partire per Zurigo Kloten in auto, vista la breve distanza tra l'Italia e la Svizzera, con il proposito di trascorrere una notte lì, per sfruttare al meglio i  punti di osservazione che la superficie aeroportuale offre. Siamo partiti di buon mattino ed abbiamo attraversato la Svizzera ticinese e tedesca in poco più  di 4 ore; il programma prevedeva di approfittare il più possibile della luce pomeridiana così, giunti in città, ci siamo subito diretti verso lo “spotting point” più famoso di Kloten: l'”Heli Grill”.

Raggiungere questo punto è  davvero semplice; è sufficiente lasciare la strada perimetrale a sud dell'aeroporto seguendo le indicazioni e, dopo pochi metri, ci si trova di fronte ad uno spettacolo incredibile. E' importante sottolineare quanto la Svizzera sia attenta all'osservazione dei mezzi di trasporto, in particolare treni ed aerei; ciò balza subito all'occhio osservando la quantità di agevolazioni dedicate proprio a noi “spotters”. L'Heli Grill è, in realtà, un chiosco prefabbricato permanente con tavolini, ombrelloni coperti da un bel gazebo; si trova al termine di una strada a fondo chiuso che conduce direttamente in uno dei punti maggiormente frequentati. Ci sono due strade pedonali, una asfaltata e l'altra sterrata, che permettono ai pedoni di girare intorno alle piste fino a raggiungere i raccordi principali; la rete a maglie larghe è sollevata dal suolo, così da formare un comodo marciapiede. La ciliegina sulla torta, è  rappresentata da una lunga serie di inserti circolari di metallo che bucano la rete in maniera regolare, del diametro di oltre 40cm; attraverso questi fori è possibile inserire praticamente ogni tipo di obiettivo, con relativo paraluce e direzionarlo come meglio si desidera, per scattare privi di qualunque barriera.
Appena scesi dall'auto, dopo aver preparato le nostre attrezzature, ci siamo trovati “persi” di fronte all'enorme quantità di decolli ed atterraggi che in pochi minuti si sono susseguiti.
Erano presenti sul posto, una trentina di auto ed una sessantina di persone che, come noi, erano intente ad osservare questo spettacolo dilettandosi in attività fisiche con biciclette e roller.

A Zurigo ciò che maggiormente colpisce è la gestione del traffico aereo, perchè si passa da momenti di relativa calma, a momenti di intenso traffico a piste alternate. Teniamo presente che vi sono tre piste asimmetriche, di cui una perpendicolare alle altre due; i decolli si susseguono ad un ritmo impressionante e sfruttano i raccordi tra le piste principali in maniera perfetta. Le comunicazioni radio sono rapidissime e non di rado si vedono atterraggi in parallelo, di solito, non si contano più di quattro aeromobili incolonnati verso una testata.

Il pomeriggio è trascorso fotografando i fragorosi decolli dalle piste 16 e 28;  mi piace definirli così perchè da questo punto, si coglie l'aereo nel momento della rotazione e dello stacco dal suolo, in tutta la sua maestosità. Durante i decolli dei numerosi A340 si vede, anche ad occhio nudo, il cono d'aria compressa fuoriuscire dalle turbine, grazie alla notevole vicinanza con le due piste che, intersecandosi, consentono decolli alternati perfetti per i nostri scatti fotografici.

Dopo alcune ore e centinaia di scatti, ci siamo spostati verso un'altro punto chiave di questo aeroporto, vicino ad Oberglatt, che si trova in cima ad una collinetta a sud-ovest dell'aeroporto, sulle testate delle piste 14 e 16.Lasciata la strada principale, si capisce di essere arrivati grazie ad una serie di chioschi, gazebi, una tavola calda, un grande parcheggio ed un parchetto, che accolgono i fanatici spettatori d'aerei. Anche qui la presenza di spotters è copiosa; oltre 50 auto e centinaia di persone con il naso all'insù, fanno capire quanto sia sentita questa attività dai nostri cugini d'oltralpe. I chioschi sono a tema e, al loro interno, fotografie, riviste, recensioni aeronautiche la fanno da padroni; ciò denota come questa forma di “turismo aeroportuale” sia vista come un reale business e non come da noi,  un intralcio o un'attività furtiva da perseguire.
Degne di un apprezzamento le tavole “panoramiche”, cioè dei pannelli di legno cementati al suolo con una serie di illustrazioni riguardanti l'aeroporto e l'orientamento delle piste in funzione dei venti; interessanti anche le fotografie delle derive più famose, con tanto di nome della compagnia aerea. Essendo in posizione elevata rispetto alle piste, questo punto d'osservazione consente di scorgere in lontananza anche le vette innevate, che fanno da cornice a questo aeroporto alpino; fotografare da  qui significa catturare gli aerei a pochi metri dal suolo in posizione semi-frontale e laterale, con la luce corretta del tardo pomeriggio che ha reso gli scatti perfetti.

Stanchi ed affaticati dalla levataccia mattutina e, con il peso della giornata sulle spalle, abbiamo deciso di recuperare le forze riposandoci nell'hotel prescelto, ovviamente vicinissimo all'aeroporto. Fa piuttosto impressione vedere a così breve distanza dall'aeroporto e dalla città, mucche ed ovini al pascolo, con le piste sullo sfondo; è vero che siamo in una città alpina, ma da ciò si evince quanto gli svizzeri tengano alle loro tradizioni. Ripuliti e rifocillati, ci siamo presentati all'”Heli Grill”pronti e baldanzosi per l'appuntamento serale e notturno, neanche fossimo in presenza di una bella donna!!!

Fotografare di notte è un'impresa, in tutti i sensi, ma qui ci siamo sentiti molto sicuri e protetti, vista la costante presenza di numerose persone che come noi, erano lì con il medesimo scopo. Dopo le ore 19.00 i decolli sono stati invertiti; anziché dalle piste 28, 14 e 16, si sono concentrati solo sulla pista 34, la più vicina a noi..................... un vero tripudio!  La luce era scarsa, sufficiente per fare qualche scatto decente, però assistere di notte al decollo di un 777 Singapore a 100 metri dal recinto, è stato davvero emozionante.
Personalmente non ho scattato alcuna fotografia in quel momento, perchè ho deciso di godermi totalmente il suono dei motori G.E. e di vedere sfilare questo heavy a distanza così ravvicinata nel buio totale. Abbiamo scattato a mano libera sino a quando la luce ce l' ha consentito poi siamo passati ai treppiedi e, improvvisamente, prima delle ventitrè, ci siamo trovati circondati da una miriade di fuochi d'artificio; lo spettacolo pirotecnico è durato ben due ore perchè, il primo agosto, in Svizzera è festa nazionale. Mentre osservavamo rapiti tale spettacolo ci è balenata per la testa l'idea di produrre un effetto speciale tutto nostro, grazie ad una torcia elettrica, una macchina fotografica montata su un treppiedi, un pizzico di fantasia con l'aggiunta di quella vena goliardica che ti spinge a fare cose inusuali....................ai più attenti scoprire il trucco!

Al termine di questa giornata esaltante, ci siamo ritirati in hotel per recuperare il sonno , visto che l'indomani ci saremmo dovuti alzare alle 6 del mattino per essere in pista entro le ore 7.00, pronti ad accogliere gli arrivi dei voli intercontinentali che normalmente si svolgono durante la notte. Puntuali, ci siamo recati nuovamente all'Heli Grill e, come da copione, dopo le 7 del mattino , sono giunti una grande quantità di “heavy body” con un ritmo frenetico. Pista in uso 34: Singapore, Thai, Air Canada, US , Continental, Swiss, Delta … dai 330 ai 777, ai 767, ai 340 in meno di 30 minuti.... Il punto di impatto dei carrelli al suolo distava meno di 200 metri da noi così, a questa distanza e grazie ai buchi nelle reti, abbiamo fatto dei “close up” davvero incredibili. A ritmo serrato poi sono iniziati i decolli dalla pista perpendicolare e, grazie alla luce favorevole abbiamo racimolato forse il maggior numero di scatti in così poco tempo; a  Zurigo, in due giorni, ho superato la quota di 1200 scatti e penso che i miei compagni non siano stati da meno.

Il resto della mattinata l'abbiamo trascorso visitando l'interno dell'aerostazione, il vento e le nubi ci hanno fatto propendere per un'osservazone “al coperto” così ci siamo diretti verso il “Dock B”del terminal; l'interno dell'aerostazione è modernissimo, ricco di punti luce e con ampi scorci sui piani che lo compongono. Non ha molte vetrate e non si sviluppa in verticale ; è tendenzialmente esteso in senso orizzontale, però ciò che colpisce, è la numerosa presenza di strutture in marmo ed acciaio che fanno penetrare la luce naturale dall'esterno; le scale sono sinuose, non ci sono forme appuntite o angoli ; tutto è morbido , pulito e silenzioso.....................svizzero direi! La luce è sempre soffusa e molto soft, i tabelloni “LCD” ampi e leggibili, sono molto discreti; aleggia davvero una sensazione di ordine e calma; piuttosto atipica se riferita ad un aeroporto.

Abbiamo attraversato silenziosamente tutto il terminal per digirigerci, come nostra abitudine, verso un punto di osservazione elevato; a tale scopo, siamo andati al decimo piano di un parcheggio nel “Dock A”. La scelta è stata azzeccata in quanto stava inziando a piovigginare, da questo punto abbiamo avuto una delle più alte prospettive che mi siano mai capitate sulle piste, praticamente eravamo allo  stesso livello della torre di controllo, puntati sulle piste 28 e 32 ; in questo momento era in uso la 28 per i decolli, cioè la più vicina.
La luce diffusa ed omogenea, grazie alla nuvolosità, ci ha agevolato nel fotografare le carlinghe bianche dei numerossissimi “Swiss air” qui presenti; abbiamo passato il resto della mattinata qui, osservando il traffico al suolo sui decolli in posizione tranquilla e coperta. Passatemi il termine “coperta”  perchè purtroppo la pioggerella si è, poco dopo, trasformata in pioggia battente, qui purtroppo capita spesso ; per fortuna il nostro breve soggiorno a Zurigo, a livello climatico, è stato particolarmente favorevole.

Sono felice di aver condiviso con i compagni Fabio e Ricardo questa ulteriore esperienza di spotting perchè la compagnia è stata piacevole come di consueto e, anche questa volta, la fortuna ci ha assistito regalandoci un fuori programma con uno spettacolo pirotecnico degno di nota, in posizione privilegiata.

Zurigo è una meta che raccomando per la spettacolarità dell'aeroporto e la cortesia dei suoi abitanti ; qui uno spotter si sente un re, servito ed agevolato nella sua attività, trovando tantissimi appassionati e simpatizzanti. Qui, è nata una vera e propria cultura basata sul rispetto verso chi si impegna tanto in una attività troppo spesso, in Italia, ostacolata perchè considerata una perdita di tempo. Secondo il mio modesto parere, Zurigo è un modello perfetto da seguire e copiare; non ha bisogno di alcun suggerimento in quanto, da solo, rappresenta forse la massima espressione del turismo aeroportuale.
 
Davide Daverio

GALLERIA FOTOGRAFICA

Gli spotting point (in rosso) toccati nelle due giornate con in rilievo le piste


Appena arrivati all' Heli Grill decollano di fila 6 Airbus A330 e 2 A340 della compagnia di casa Swiss


Difficile sbagliare uno scatto grazie ai buchi nelle reti!



Altri scatti dallo spotting poing "Heli Grill"












i mitici buchi nella rete con vista della torre di controllo. La striscia scura in primo piano è la pista...siamo veramente vicini agli aerei!!!!


ci spostiamo in testata pista per vedere un po' di atterraggi insieme a tanta altra gente....


questi pannelli indicano i vari monti e le strutture dell'aeroporto


e questi descrivono tutti gli aerei che si possono vedere a Zurigo, compresi di scheda tecnica!


L'immancabile birra tra un atterraggio e l'altro...




questi se la godono: ombrellone, sedia e macchina fotografica!





incomincia a calare la sera e complice la bellissima giornata di sole si prospettano foto molto interessanti....una vista del piazzale sotto la torre


Sempre i padroni di casa con questo Bae-146 in special-livery...sono proprio Svizzeri!


close-up con l'obiettivo a 160mm!!!!




altre bellissime foto al tramonto...






Spettacolare la vista dell'aeroporto con i fuochi artificiali


L'immancabile foto di gruppo: da sinistra Davide Daverio, Ricardo Baldassarre e Fabio Zocchi


una dedica all'Associazione Clipper da Zurigo ..... quante risate per fare questa scritta!


il mattino alle 7, in arrivo gli intercontinentali da Asia, Africa e Americhe...






gita in aeroporto per la colazione: il bellissimo Terminal di Zurigo






ci spostiamo nei parcheggi multipiano, un'ottima vista sui piazzali e sulle piste!




Pronto al decollo un Airbus  A340 della Swiss quindi...........


....la situazione si fà SE - RIA




fine delle foto, al prossimo Trip Report da Amsterdam!

 
di Davide Daverio del 03/09/2009 ore 19:24:55, in Spotting, linkato 814 volte
 




























 
di Davide Daverio del 03/08/2009 ore 16:53:31, in Spotting, linkato 890 volte
 


































 
di Davide Daverio del 27/07/2009 ore 16:52:36, in Spotting, linkato 927 volte
 




























 
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