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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
di Davide Daverio del 26/10/2013 ore 15:41:26, in Spotting, linkato 367 volte
 










































 
di Ricardo Baldassarre del 10/05/2013 ore 19:23:29, in Spotting, linkato 656 volte
 
Vi racconto, in questo breve report, la mia esperienza ‘aeronautica’ di viaggio in Iran.

Innanzitutto vorrei fare un piccolo appunto sul Paese Iran: il Paese è assolutamente tranquillo, la gente molto accogliente e tutt’altro che chiusa. Si tratta di un Paese stupendo, culturalmente e architettonicamente conserva tra le più belle attrazioni turistiche al mondo…e non esagero.

Isfahan Imam square

Ma veniamo alla parte aeronautica. Dedico una giornata alla nostra ‘sana’ passione e non rinuncio all’ebbrezza di volare con uno degli ultimi 727 passeggeri operativo. Ormai anche in questo ‘paradiso retrò’ le chicche iniziano a scomparire: è di pochi mesi fa il ritiro ufficiale dell’unico 707 Saha Air ancora operativo, verrà utilizzato ora solo per trasporto truppe tra Teheran e Kish Island, si riesce comunque a trovare operativi ancora qualche 727 (Iran Aseman), 747-200 ed SP (Iran Air specialmente in voli verso Kuala, Pechino o Bangkok), 747-300 (Mahan Air) e soprattutto diversi A300 (B2, B4, -600) ed A310.

Scelgo il volo domestico per Mashhad operato da Iran Aseman con 727-228 Adv.…ovviamente l’operatività delle macchine li è un terno al lotto! I cambi sono all’ordine dell’giorno!

Qui di seguito alcune immagini:


L’imbarco al Mehrabad Airport di Teheran


La Business Class di Iran Aseman


Il Cockpit


Il pannello del Flight Engineer


Curiosità nella parte anteriore della cabina, oltre alla matricola ben visibile, anche le immagini di 2 Imam (Khomeyni ed Al Khamenei)


Qui in rampa a Mehrabad durante un temporale.


Quel giorno la macchina volava Teheran-Mashhad-Kuwait City-Mashhad-Teheran.

Dopodiché riesco a convincere la guida a farmi portare allo spotting point del ‘city airport’ di Teheran: Mehrabad, dove insieme ad altri amici dell’associazione Iranian Spotters, non con pochi rischi visto il divieto ed i controlli, riesco in meno di mezz’ora a portare a casa questo bottino:


EP-ASQ


EP-ATB


EP-LCM - ‘…Fantasmi del passato’..trattasi del nostro ex ‘Pescara’


EP-MNS


EP-SUS


EX-35011


UR-CIY


UR-CKJ
 
di Davide Daverio del 01/05/2013 ore 22:40:33, in Spotting, linkato 760 volte
 







































 
di Davide Daverio del 22/11/2012 ore 13:32:54, in Spotting, linkato 590 volte
 


















 
di Ricardo Baldassarre del 04/10/2012 ore 19:00:05, in Spotting, linkato 786 volte
 
Già dal titolo si puo’ intuire quello che e' stato piu' un viaggetto in macchina che una intensa seduta di spotting aeronautico. Oddio, se di viaggetto possiamo parlare, perché se a qualcuno viene in mente di raggiungere la sede di Airbus, sappia che sono quasi 1000km solo andata. Credo sia molto meno stancante prendere un A319 di EasyJet e farsi un paio d'ore di volo, vedendo però dall’alto i bellissimi paesaggi della Francia meridionale.

Tutto e' iniziato dalla voglia di scrutare come e dove vengono costruiti gli aeroplani del consorzio franco-tedesco. Mi ero già fermato, durante un mio precedente viaggio in terra transalpina, alla boutique di Airbus. Li' avevo saputo dei tour organizzati dalla stessa Airbus attraverso un tour operator dedicato alle visite industriali.

Dal sito www.taxiway.fr, è infatti possibile prenotare tre tour diversi: il tour storico comprendente la possibilità di salire a bordo di un Caravelle, del primo A300 e del Concorde, la visita degli hangar dove vengono costruiti gli A380 e il tour panoramico dell'aeroporto. Io ho prenotato gli ultimi due, rispettivamente a 14 e 10 €.

Arrivo, in compagnia della moglie, a Tolosa verso mezzogiorno di venerdì 22 giugno, dopo circa 6 ore di viaggio e dopo circa 680km, partendo dalla Liguria, mia base. Dopo esserci sistemati in albergo (catena Fast Hotel, molto vicino all'aeroporto, a centri commerciali e anche all' ingresso delle visite; costo 45€ a notte), mi dirigo alla prima visita, il tour dell'aeroporto.

Premessa: e' meglio, qualora se ne abbia la possibilità, effettuare le visite in settimana, così da osservare il lavoro certosino che si cela dietro alla costruzione degli aeromobili. La cortesia della signorina della reception fa sì che si parta con il piede giusto! In tutte le visite non è possibile portare con sé nessun tipo di macchina fotografica o videocamera, e ciò è naturale, stante il fatto che si ha la possibilità di entrare in luoghi altrimenti inaccessibili.

L'attesa viene ingannata dalla visita di una sala dove ci sono, appesi al muro, particolari metallici originali di vari modelli. Immancabile il proiettore che mostra anche quello che Airbus sta facendo a livello ambientale. Pochi minuti e mi trovo sul bus che parte alla volta dei palazzi dove ci sono le telemisure, il training center, e dove si trova il centro studi e ricerche.

Già da qui si puo’ intuire quello che in effetti è: una città nel paese di Blagnac! Proseguendo, entriamo, non senza essere controllati da una solerte guardia, nella zona interna dell'immenso complesso (si estende per 700 ettari), dove ammiro diversi Atr in costruzione, e anche altri quasi pronti alla consegna. Anche la costruzione dei bimotori a elica, del consorzio italo-francese, avviene nello stesso sito di Blagnac. Beh, vedere un aereo che ha un raggio d'azione limitato vestito con la livrea AirCaribbean, fa un certo effetto.

Poco oltre c'e' la zona, chiamata del Bearn, dove viene costruita tutta la famiglia A320. Anche qui si stagliano livree che in Europa e' impossibile vedere: AirAsia, Tam, Tiger Airways. Andando oltre c'è la zona di consegna degli aerei finiti (La Raquette), dove si vedono un A333 russo e anche un A330 di Alitalia. Le marche sono ovviamente ancora francesi, ma basta fare un giro si alcuni siti internet bene informati, per recuperare le matricole con le quali l’aeromobile verrà consegnato al cliente. Nello stesso piazzale c'e' anche la zona dedicata ai prototipi dove si vedono due A320 prototipo con le sharklets, e uno dei 5 A380 in livrea Airbus.

Passiamo ora a vedere l'hangar di costruzione della serie A330-A340. Sono esclusivamente A330 quelli presenti, visto che il quadrigetto non ha piu' ordini in corso. Comunque abbiamo China Southern, Thai, Qatar e altre compagnie tra i cinque dentro l'hangar e i quattro fuori. Ora il bus si ferma per poter permettere la visione dell'hangar dove arrivano i pezzi per la costruzione di altri A330.

Proprio mentre la guida ci dice che stanno aspettando altri pezzi portati dal Beluga, lo “sgraziato” velivolo costruito da Airbus per lo spostamento di grossi particolari, eccolo in atterraggio, carico di tronchi di fusoliera o altro. L'aereo cargo di Airbus riveste un'enorme importanza nella logistica della stessa Airbus, anche se il progetto A380 non ne può sfruttare appieno le potenzialità. Proprio a lato degli enormi hangar di costruzione del bi-piano, il bus ci riporta alla boutique e la visita è terminata.

Il primo pensiero che mi viene è dato dalla enorme estensione di quello che è il principale, ma non il solo, stabilimento Airbus. Ci lavorano 19000 persone, e si capisce perché Tolosa sia legata a doppio filo al consorzio. A questo punto, riprendo la macchina e, con la moglie, vorrei trovare il luogo da dove vengono scattate la maggior parte delle fotografie che si trovano sui maggiori siti di spotting.

Si tratta di una collinetta a lato sinistro della pista 32L, indicato come punto A nella foto. Per raggiungere il luogo bisogna anche fare circa 100 m di sterrato. Poi, la vista si apre su piste e hangar. Fauna locale? A330 di Virgin Atlantic (c/n 1315, diventato G-VNYC), un paio di A320 di Capital Airlines (c/n 5185, diventerà B-6898), e un A330 di China Airlines. In decollo vedo anche l'A400M militare, l'A343 di Airbus impegnato in chissà quali prove e anche un A333 di Aeroflot (c/n 1323, diventerà VP-BPI), ancora con marche francesi.

Rimango circa un'oretta sulla collina, e in questo lasso di tempo, gli atterraggi che vedo sono principalmente AirFrance, AerLingus, Lufthansa e altre compagnie come Iberia e Jet2. A questo punto ci portiamo in testata pista 36L (punto C), parcheggiando la macchina davanti a una moltitudine di aerei storici che fanno parte del museo dell'aeroporto e che fanno parte della terza visita che si può fare (Punto B).

Da questa posizione per fotografare gli aerei in atterraggi basta un 70mm o poco più. La visuale e' aperta, anche se una montagna in terra, pregiudica la visione dei movimenti sulle taxiway. Vedo ritornare l’A340 in livrea Airbus e, tra un atterraggio e l’altro, anche un A320 ancora con la vernice primer verde. Solo a casa scoprirò, tramite il c/n 5200, essere un esemplare destinato a Air Asia Japan.

Un attimo e sono già le 20, mangiamo qualcosa nel centro commerciale, per poi fare un giretto a Tolosa città, sempre multietnica e giovane. La Garonna la attraversa e le dona un fascino notevole. Il primo giorno dedicato a Airbus finisce qui.

Il giorno seguente, sabato, mi attende la visita al sito di costruzione dell'A380. Dopo aver fatto un giretto nel centro commerciale, lascio a malincuore la moglie in mezzo ai negozi (…) e raggiungo la boutique da dove, come al solito, partirà la visita. Per prima cosa entriamo in una sala dove e' rappresentata la copia della sala delle telemisure che ci mostra il primo volo del gigante a due piani.

Effettivamente la combinazione di tutti gli schermi e telecamere che ci vengono propinate, rende l'idea di quello che i tecnici e i piloti abbiano provato quel giorno (27 Aprile 2005). Usciamo dalla stanza per salire sul bus che, facendo un lungo viaggio (saranno 500 metri...), ci lascia proprio sotto all'ingresso dell'hangar principale di costruzione dell'A380.

Nei piazzali esterni della zona ci sono ben 6 A380 in attesa di essere completati. Si riconoscono dal timone di coda che arriva già verniciato, 3 esemplari di Emirates, uno di Korean, uno di Thai e uno che ha una strana livrea. L'accompagnatrice ci svelerà essere il primo esemplare privato, e anche essere uno dei cinque velivoli test che sono stati costruiti per le certificazioni.

Appena entriamo ci viene spiegato come il progetto A380 sia un vero progetto europeo che vede coinvolte più nazioni, dalla Germania, alla Spagna, all'Inghilterra per finire con la Francia. Tre enormi poster illustrano i vari componenti divisi per nazione, e ci viene spiegato anche la sfida, vinta da Airbus, del trasporto , che si realizza in un trasporto multi-piattaforma. Dalla nave, alle chiatte, fino al trasporto via terra di parti enormi come la ali, che si possono seguire sul sito, davvero ben fatto, a380production.com .

Si prosegue con la parte più ghiotta dell'intera visita. Si sale, mediante tre ascensori, alla parte alta dell'hangar e, dietro enormi vetrate, si può seguire il lavoro degli operai intenti nella costruzione, in questo caso, dell'esemplare n.94 destinato a Malaysia. Questo hangar può contenere fino a tre velivoli contemporaneamente, e, come e' possibile immaginare, l'ordine e la pulizia regnano sovrani, almeno dall'altezza alla quale mi trovo.

Usciamo all'esterno su una balconata che rende l'idea degli enormi spazi destinati a questo innovativo progetto. Tornati al bus, compiamo il tragitto inverso, e torniamo verso la boutique, dove la visita termina, non prima di averci fatto entrare in una tensostruttura destinata a ospitare un pezzo di fusoliera dell'A380 con le quattro possibili opzioni per gli allestimenti interni. Questo pezzo era stato costruito per poter mostrare ai possibili acquirenti gli interni, ancor prima della costruzione del primo esemplare.

Dopo aver pranzato, facciamo compere nella boutique, dove si possono trovare una serie pressoché illimitata di gadget tutti a firma Airbus. Anche la sezione modellismo e' ben fornita, ma solo di velivoli a livrea Airbus. Ci starebbe bene anche una selezione di modellini con le livree delle varie compagnie che Airbus fornisce, completando la dote che il negozio, a tema aeronautico, offre. Beh, il Concorde in scala 1:100 era spettacolare... Prima di acquistare qualcosa, vale la pena sottolineare il fatto che i prezzi sono più alti di quelli che il sito propone, e la cosa e' quantomeno strana.

E' giunta l'ora del rientro, mi aspettano 700 km filati, che scorreranno via lisci, con la fermata a Aix en Provence, cittadina il cui centro ricorda le nostre città medioevali, ma con un pizzico di profumo di lavanda nell'aria in più.

Le conclusioni: bella gita, interessanti le visite, e molto particolari i soggetti che possono essere fotografati in questo angolo di Francia.

Ne vale la pena? Per me sì, ma i miei consigli sono due: andateci in settimana, così da cogliere il lavoro frenetico che questa enorme fabbrica ha, e, se non volete arrivare più stanchi di quando siete partiti, programmate qualche giorno in più per una vera e propria vacanza, o andateci in aereo.

Fabio Zocchi


GALLERIA FOTOGRAFICA



Punto A – Collinetta - 43°38’18”N – 1°20’35”E
Punto B – Sotto il sentiero di discesa pista 32L – 43°36’44”N – 1°22’44”E
Punto C – A lato del Museo Heritage – 43°36’45”N – 1°22’30”E
Punto D – Parcheggio a lato della pista 32R (ottimo alla mattina, ma serve una scala) – 43°37’10”N – 1°22’56”E
Punto E – Taxiway utilizzata solo dagli A380 che passa sopra alla D1 – 43°38’42”N - 1°21’21”E



































 
di Ricardo Baldassarre del 21/09/2012 ore 21:43:10, in Spotting, linkato 1843 volte
 
"Vi dovete muovere!!!", l'invito senza troppe cautele di Daniele dal telefono della camera ci sveglia all'improvviso. Ma come, ci siamo svegliati alle 4.50 per catturare delle foto all'alba, e adesso stiamo dormendo per recuperare le ore di sonno, tanto piove a dirotto; cosa vuole Daniele?

Semplice, dopo la trasferta di Bruxelles di qualche anno orsono che ci aveva fatto conoscere la variabilità meteo, anche qui non si scherza. Tant’è vero che dopo due ore di pioggia intensa, il sole sta arrivando e il cielo torna a essere azzurro. Gli altri (del gruppo - n.d.r.) si sono svegliati più tardi e i due autisti (io e Ricardo) sono attesi nella hall con impazienza...

Questo è solo uno dei tanti aneddoti legati a questa incredibile tre giorni a fare spotting in uno dei maggiori hub europei, l'aeroporto di Francoforte sul Meno (FRA-EDDF). 

Io (Fabio), Gabriele, Paolo, Ricardo partiamo il venerdì da Malpensa, Linate e Torino e, per la prima volta in territorio estero con noi, anche il nostro presidente Giorgio. Verso le 9.00 ci troviamo tutti nel terminal 1 (quello di Lufthansa) davanti a un caffè. Il meteo sembra non assisterci perché piove, anche se non intensamente. Perché non provare a fare uno dei tour organizzati dall'aeroporto?

A pochi metri dal Mc Donald's del T1 si trova il bancone dove si prenota la visita, dal costo di 8 euro, con l'ingresso in terrazza compreso per tutto il giorno. Ci sono diverse possibilità per i tour in aeroporto, ma solo prenotandosi via internet. Fatto il controllo di sicurezza, saliamo su un bus snodato che può contenere molti visitatori.

Armati di fotocamere e videocamere (è possibile riprendere e fotografare in piena libertà), il primo colpo è quasi da infarto: passiamo esattamente sotto la coda del Boeing 747-8 di Lufthansa che, casualmente o no, e' parcheggiato a fianco di un A380... Sicuramente la guida che ci accompagna spiega le caratteristiche tecniche dei due bestioni, ma il tedesco ci e' sconosciuto; ciò non toglie l'immenso piacere di avere davanti due capolavori della tecnologia aeronautica.

Ma non manca qualcosa? Ah sì…100 metri più avanti c'è il nuovo Boeing 787-800 della giapponese ANA, vogliamo farcelo scappare? Il tour prosegue scorazzandoci per l'immenso piazzale, dove troviamo qualsiasi tipo di aeromobile in dotazione a Lufthansa, oltre naturalmente a velivoli da tutto il mondo.

Non mi dilungo sui commenti a queste varie possibilità che, in Italia, sono sconosciute e che negli altri paesi sono semplicemente una forma di marketing (se vogliamo metterla sul piano strettamente economico ) che avvicina i semplici utenti al mondo aeronautico e che, quindi, ne accresce il livello culturale.

Dopo i 45 minuti di giro, sfruttiamo immediatamente la possibilità di salire in terrazza. Prendiamo la navetta per il T2 e, davanti a un panino al fast food, iniziamo ad ammirare gli atterraggi per le piste 25C e 25L. Dopo i controlli di sicurezza di rito usciamo e scopriamo una terrazza lunga 350 metri dove cogliamo i movimenti di tutto il piazzale del T2. Proprio sotto di noi un 777 della Vietnam Airlines dalla livrea veramente vissuta, è pronto per partire ma qualche problema per i poveri passeggeri che rimangono chiusi in aereo per ben un'ora...

Notiamo anche una cosa che non avevamo mai visto prima: aerei ai parcheggi remoti che, non appena completato il carico, vengono spostati subito per lasciare il posto agli aerei che sono sulla taxiway da 15 minuti!! Questo ci appare evidente per un 767-300 winglet American che lascia il posto al A340-300 Kuwait Airlines. Sembra di essere nel parcheggio di un centro commerciale.

Lasciamo la terrazza per prendere la macchina e farci un giro nei vari spotting point per tastare il terreno. Raggiungiamo un punto su una collinetta che è perfetto per immortalare gli atterraggi sulla pista nuova, la 25R. Abbiamo però il sole che non ci è favorevole e puntiamo il muso della macchina verso un altro spotting point, spettacolare, dal quale si vede tutto l'aeroporto, ma in particolare, i decolli dalla pista 18.

Rimaniamo fino a tardi perché la luce del sole splende sulle carlinghe dei vari aerei in partenza e rende perfette le nostre immagini. Ci avviamo verso l'albergo (Holiday Inn Express Frankfurt Airport, molto vicino agli spotting point a sud del sedime aeroportuale), per poi ritrovarci a mangiare nel paesino di Morfelden. Davanti a una birra ci rendiamo conto che la giornata ci ha riservato delle novità che dovremo condividere con gli altri in arrivo il sabato.

Infatti il giorno seguente si aggiungono alla comitiva Daniele, Davide e... Davide. Subito raggiungiamo lo spotting point della pista 25R, che si rivela essere perfetto sia come posizione, sia come luce. Gli arrivi che si susseguono riguardano molti voli europei e anche i voli dal Nord America. Da citare Air Canada con ben 5 velivoli a terra contemporaneamente.  Il punto sovrasta la rete metallica (con maglie spesse in pregiato alluminio...) ma è un luogo un poco polveroso, se asciutto, perché è una collinetta in terra rossa.

Ci spostiamo sull’unico punto che non abbiamo ancora visto. È a pochi metri dalla taxiway che viene utilizzata per gli spostamenti dei widebody in attesa, e da qui si fotografano facilmente gli atterraggi sulle due piste principali di Francoforte. Per raggiungerlo bisogna lasciare l'auto in mezzo al bosco e seguire una strada pedonale che culmina con un ponte che attraversa l'autostrada. Appena dopo si trova un mini-parchetto e soprattutto una grande quantità di spotters.

Rimaniamo fino all'ora di pranzo, per poi ripiegare, con la luce a favore, allo spotting-point della pista 18. Tra i vari aerei che decollano, ce ne sono tanti in livrea speciale, come, ad esempio, i vari Star Alliance o il B737-800 della TuiFly in colorazione Haribo!

In previsione dell'arrivo dell'A380-800 Korean, decidiamo di tornare sopra il ponte dell'autostrada. Risultato: “bestione” azzurro perso! C'è da dire che era in anticipo... Ci consoliamo contando in poco meno di due ore ben 17 aerei cargo in atterraggio. Tra 747, 767, 330 e MD-11 ci sbizzarriamo, gustandoci anche un rejected landing di un MD-11 Lufthansa. Ci vogliono 20 minuti buoni per rivederlo finalmente spuntare dalla foresta...

Per cena portiamo gli ultimi arrivati nello stesso ristorante della sera precedente, così da condividere la passione della fotografia aeronautica con una buona Weissbier, cementando ancora di più la nostra amicizia. A proposito: facciamo conoscenza anche di un cameriere italiano, Angelo, che vive da molti anni in Germania; lo ringrazio pubblicamente per la cortese ospitalità.

Il terzo e ultimo giorno inizia presto, quantomeno per me, Ricardo, Gabriele e Daniele: sveglia alle 4.50 per riuscire a fotografare i primi arrivi intercontinentali. Ci dirigiamo sul ponte dell'autostrada, anche se il tempo annuncia pioggia. L'ultima luce dell'alba illumina radente l'aeroporto e i suoi arrivi, tra i quali il 747-8 direttamente da Washington. Dal punto sulla pista 18, riusciamo anche a cogliere altri due 747-8 cargo di British Airways. Evidentemente anche il settore cargo a Francoforte non è secondo a nessuno!

Torniamo in albergo alle 8, fino alla telefonata di inizio racconto; l'accento pugliese, o meglio salentino di Daniele mi spacca il timpano! Dopo solo un'ora dalla pioggia intensa, spunta un sole splendido, degno alleato di qualunque fotografo.

Sulla pista 18 le turbine degli aeromobili asciugano l'asfalto e alzano, inevitabilmente, nuvole d'acqua. Vediamo il 787 ANA decollare in direzione Giappone, con un'eleganza inarrivabile nello stacco da terra. Ritorniamo sul ponte dell'autostrada per non lasciarci sfuggire nemmeno un minuto delle ultime ore qui a Francoforte. Attendiamo l'arrivo del double-deck coreano ma Ricardo è il primo che rientra in Italia.

Accompagniamo il primo che torna a casa e ci dedichiamo alla terrazza dove riusciamo a riprendere finalmente l'A380 Korean in atterraggio. Gli altri A380 di Lufthansa sono basati qui, anche se un paio rimangono negli hangar o ai parcheggi remoti. La potenza di questa compagnia aerea probabilmente se lo può permettere...

Rientriamo in Italia e ci salutiamo, certamente con gli animi più contenti e le schede delle macchine piene di splendidi scatti.

In fondo siamo stati nel terzo aeroporto, per numero di passeggeri, dopo Londra e Parigi.
In fondo, ci siamo concessi di riunirci all’estero a dispetto di Enac e delle sue non condivisibili decisioni.
In fondo è una scusa quella di fare foto agli aerei…..

Fabio Zocchi



GALLERIA FOTOGRAFICA di Ricardo Baldassarre

La mappa dell'aeroporto di Francoforte con in rosso gli spotting point toccati



Incontro davanti all'ufficio dove prenotare il tour in pullman, con sopresa un bel modellino di Airbus A380-800 in Lego!



Pronti via..... e il Presidente si diverte già!



Ala del Boeing B747-8 con i caratteristici motori (sembrano tagliati da una rotella taglia-pasta)



Si passa vicino agli aerei, anche sotto.



Un altro aereo MASSIVE! Airbus A380-800 di Singapore Airlines



e il pezzo forte di Francoforte (fa pure rima....ah ah ah), il bellissimo Boeing 787 Dreamliner di Ana.



Viaggiando vicino alle taxiway si fanno interessanti incontri ravvicinati....



Questa era una zona di "riposo", gli aerei vengono portati qui in attesa di essere utilizzati ai finger.
C'è ne sono molte di queste aree a Francoforte.







Vista dalla terrazza del T2, caratterizzato da una passeggiata lunga 350 metri con panchine e binocoli assieme a diversi bar/fast food all'interno del terminal.





Un boeing B767 winglettato di America in push-back.....



....e subito dopo l'Airbus A340-300 di Kuwait Airways che gli passa davanti per prendergli il posto.



Strani effetti sui vetri del cockpit...



Ma avete visto che traffico??? e non vi dico quanti aerei in attesa dietro il Jumbo United!!!





Anche qui il B777 Vietnam parte non prima di aver lasciato il suo posto all'A320 Gulfair....





La zona riservata agli spotter a fianco della pista 18 con terrazzino in cemento.



Vista dalla terrazza





RICARDO: "Giorgio, dove andiamo a mangiare?"
GIORGIO: "secondo me dobbiamo andare li"
RICARDO: "va benissimo!!!"



Andiamo!



Il secondo giorno, dalla collinetta lato pista 25R.
Qui il Paolo chiede consigli tecnici di fotografia a Davide....



Vi rendete conto di quanto è bello questo posto???  Collinetta, pista ciclabile e aerei vicinissimi!





Foto di gruppo, da sinistra verso destra:
Ricardo Baldassarre, Davide Botturi, Paolo Cenci, Fabio Zocchi, Gabriele Cavallotti, Davide Daverio, Daniele Cito e il Presidente Giorgio De Salve Ria







Bellissima livrea!







Vista dallo spotting point vicino al ponte dell'autostrada, ad est delle due principali piste di Francoforte.



Spettacolo!









Intanto vanno e vengono diversi aerei come questo Boeing B747-400 di Cathay da uno dei parcheggi a sud dell'aeroporto.



Cu-Cu, mi sono nascosto bene???  Peccato per questa costruzione davanti a questo spotting point.





Si ritorna allo spotting point lato pista 18, i due capitani di vascello scrutano l'orizzonte in attesa di ambite prede...



Anche altri attendono aerei ma con dei tele bianchi...





No comment la foto con il cellulare, ma la posizione è ottima!



Bella livrea, sembra pero' tappezzata vedendo i colori.



Il Bronzo di Riace a Francoforte!!!



L'iper-super fotografato special livery di TuiFly dedicata alla Haribo, ai bambini (e non) è piaciuto moltissimo!





E come al solito si ride e scherza.....



Dallo spotting point vicino all'autostrada, qui sopra il ponte che lo collega al boschetto.



Posizione interessante!



Ancora taxiway dal pacheggio sud dell'aeroporto.



Anche qui l'aerea è attrezzata, con panchine in cemento e delle ringhiere per appoggiarsi.
Questa terrazza inoltre è attraversata da una pista ciclabile che gira attorno all'aeroporto, in molti venivano in bicicletta!



Vicino a questo spotting point c'è il Memorial Berlin Airlift, parco dedicato ai caduti delle missioni umanitarie per portare aiuti e forniture di cibo alla città di Berlino dal 1948 al 1949. Per maggiori info:   LINK



Non potevo non farmi fare una foto davanti a questo DC3 in buone condizioni.





Iniziano ad arrivare solo cargo, e a noi non spiace affatto!











Foto di gruppo al ristorante nel paese di Morfelden, brindisi rigorosamente con un'ottima birra tedesca!!!



L'ultima mattina in un parcheggio vicino allo spotting point della pista 18.



Aerei dall'Asia e dalle Americhe arrivano in massa....





Per essere le 5 del mattino siamo incredibilmente svegli!





Uno Boeng B747-800 di British Airways World Cargo, un'inaspettata sopresa vederne addirittura due in questo aeroporto.





Il sole sta sorgendo....





Dopo una "veloce dormitina" in albergo e dopo la seconda colazione in poche ore, ritorniamo al lato della pista 18.
L'acqua è ancora presente sulle piste ma dura purtroppo poco...







Guarda cosa c'è li!!!! un UFO?????? ah no.... "solo" un A380 di Emirates diretto a Londra....














Arrivederci al prossimo Trip Report!
 
di Giorgio De Salve Ria del 11/07/2012 ore 17:25:38, in Spotting, linkato 948 volte
 
Quando si dice: “Spotter friendly”

In attesa della pubblicazione completa del viaggio a Francoforte, il 6-7-8 luglio, peraltro appena concluso, compiuto da una nostra delegazione, desideriamo anticipare, con qualche immagine opportunamente dedicata, in che maniera questo grande Aeroporto abbia interpretato così positivamente e con lungimiranza il tema dell’accoglienza turistica.

Data l’importanza della location e il momento di crisi del mondo spotteristico italiano, vessato dalle ultime inattese determinazioni di ENAC, era presente anche il nostro Presidente, determinato nell'intento di osservare da vicino le attività di promozione dell’Aeroporto di Francoforte e trasmettere a tutti questa esperienza unica.

Per quanto riguarda strettamente le attività di spotting, le autorità non hanno lasciato nulla al caso, anzi nel principale aeroporto tedesco, esse hanno pensato molto attentamente a noi spotter.



Partiamo dal Flughafen Rundfahrte, desk sito all’Airport City Mall Level “0” del Terminal 1, lì è possibile acquistare i biglietti per i vari tours dell’aeroporto, e da lì partono, ma l’unico che non richiede prenotazione è il Mini Tour da 45 minuti.

Questo tour, che non richiede alcuna verifica documentale dei partecipanti, dopo un primo trasferimento nell’area controllo di sicurezza (Tunnel ed RX bagaglio) a bordo di un bus doppio snodabile, entra in rampa dal T2 e percorre tutta la viabilità interna - lato volo - dal T2 al T1-Lufthansa all’area tecnica e rientro.

 

Un’ottima opportunità per avere una visione ravvicinata degli aeromobili al parcheggio e in fase di rullaggio.


Tour dal costo contenuto che comprende anche la possibilità d’ingresso alla terrazza per la medesima giornata, garantendo quindi un'osservazione complessiva del contesto aeroportuale, invogliando al tempo stesso il visitatore a trascorrere l’intera giornata in aeroporto. Il tour è disponibile giornalmente in orari differenti, dando la possibilità anche alle famiglie di avvicinarsi al “sistema” aeroportuale in modo più elastico.

Sono poi disponibili altre 9 tipologie di tour diversi per grandi e piccoli, giorno e notte, in rampa o presso i VV.FF., così come presso l’adiacente museo Zeppelin o ancora a bordo dell’Airbus A-380, tutti ampiamente dettagliati e prenotabili da internet, questo al fine di garantire ai vari gruppi e alle scuole la migliore organizzazione.

L’aeroporto è dotato poi di un'ampia terrazza scoperta al T2 (abbiamo stimato possa ospitare contemporaneamente circa 500 visitatori) a cui si accede dopo un accurato controllo radiogeno + tunnel.


La location è molto interessante perché offre la possibilità di avere una visione molto ravvicinata e completa delle operazioni di handling e contemporaneamente l'osservazione diretta di atterraggi e decolli dalle 2 piste parallele.






Esattamente in corrispondenza della terrazza è comunque possibile sistemarsi e pranzare all’interno del terminal al tavolo di un noto fast food.

Sia il Tour Desk che la terrazza risultano comunque facilmente identificabili sia dagli spotter che dai passeggeri in transito, ma soprattutto accessibili ed estremamente interessanti in termini di cultura aeronautica.

In ogni area dedicata sono allestiti pannelli descrittivi della conformazione dell’aeroporto e le varie tipologie di aeromobili, senza dimenticare i distributori automatici di bevande e le toilettes.

Non mancano materiali informativi di ogni tipo: poster, timetable e giornalino aeroportuale disponibili ovunque. Tutti servizi che garantiscono comunque un ottima visibilità marketing al brand aeroporto.



Risulta altresì importante segnalare in ogni location, tour o terrazza, la completa accessibilità per persone diversamente abili.

Per quanto riguarda la parte esterna del sedime aeroportuale, sono da segnalare 2 zone liberamente accessibili e allestite a quota sovrastante rispetto alla rete di recinzione, completamente dedicate all’osservazione delle attività aeroportuali.


Si tratta di 2 aree allestite con gradoni e sedute, raggiungibili in soli 5 minuti dai parcheggi opportunamente dedicati, a piedi o in bicicletta.



La caratteristica davvero interessante da segnalare è che il perimetro aeroportuale esterno  è completamente ciclabile, allestito con segnaletica e facilmente raggiungibile dalla rete stradale ordinaria.


Adiacente alla perimetrale esterna della nuova quarta pista, solitamente utiilizzata per atterraggi Nord-Sud, vi è un lungo terrapieno che sovrasta la rete di recinzione e costituisce un ottimo punto di osservazione e fotografico, soprattutto nelle ore mattutine.



Lungo la strada sterrata è continuo il passaggio di ciclisti e famiglie.



Per concludere, qualche riflessione sull'esperienza germanica:
  • Dall'accuratezza delle infrastrutture appositamente dedicate al cittadino, abbiamo percepito una forte attenzione delle Autorità già nella fase progettuale dell'Aeroporto.
  • Gli addetti con cui abbiamo avuto motivo di interagire hanno evidenziato tutti un profondo e convinto senso di orgoglio per il grande aeroporto e per le sue ricadute socio-economiche sul territorio circostante.
  • Le infrastrutture esterne, progettate e realizzate ad hoc con una visione complessiva del loro utilizzo, hanno contribuito a nobilitare il territorio circostante, anche per il fatto che, secondo quanto riteniamo di aver capito, molto stretta e spesso anche sofferta è stata l'interazione istituzionale tra gli Enti aeroportuali e il Territorio per tutto il periodo della sua crescita, tuttavia i risultati sono certamente molto ben visibili e apprezzati.

Per ogni dettaglio relativo ad orari, giorni di apertura, prenotazioni, tariffe e tipologie di tour, visitate il sito www.frankfurt-airport.com (nella pagina shop & enjoy).

Gabriele Cavallotti
 
di Davide Daverio del 05/07/2012 ore 20:48:05, in Spotting, linkato 785 volte
 




















 
di Davide Daverio del 01/07/2012 ore 22:43:03, in Spotting, linkato 774 volte
 











































 
di Davide Daverio del 19/06/2012 ore 23:20:08, in Spotting, linkato 881 volte
 









































 
di Davide Daverio del 15/06/2012 ore 18:38:50, in Spotting, linkato 681 volte
 
 


























 
di Davide Daverio del 13/06/2012 ore 08:46:21, in Spotting, linkato 762 volte
 





































 
di Ricardo Baldassarre del 07/06/2012 ore 22:34:49, in Spotting, linkato 1008 volte
 
Il Museo dell’Ejercito del Aire Spagnolo è localizzato appena a sud del centro di Madrid, nello storico aeroporto di Cuatro Vientos. Raggiungibile con la metropolitana (Linea 10) e…poi con una camminata di circa 1,5 Km lungo una trafficata superstrada! La fatica è però ricompensata da una visita che presenta molti motivi di interesse!

L’accesso al museo è gratuito e l’apertura è giornaliera (tranne il Lunedi) ma solo in mattinata, dalle 10.00 alle 14.00. A disposizione del visitatore una piccola caffetteria. Non ho invece visto il classico “bookshop”.

L’intera struttura è attentamente sorvegliata da uno stuolo di giovani vigilanti che letteralmente pedinano con discrezione i visitatori, impedendo ogni movimento al di fuori dalle aree permesse.

La collezione è notevole e comprende più di 150 tra aerei, elicotteri, autogiri ed alianti (ma non li ho contati…) e numerosi altri pezzi quali attrezzature aeroportuali, armamenti, simulatori; è suddivisa tra alcuni hangar dove sono conservati gli aerei fino agli anni 50 circa. Una vasta area espositiva esterna è dedicata agli aerei più recenti e di dimensioni più ragguardevoli. Il materiale informativo è normalmente bilingue: spagnolo ed Inglese.

Gli aerei conservati al coperto sono in ottimo stato di conservazione (presso il museo è attiva una unità di restauro), mentre la verniciatura di quelli all’aperto risente del soleggiato clima Madrileno.

Come sempre non è facile fare buone foto all’interno degli hangar, in questo caso però la situazione è decisamente migliore rispetto a molte altre realtà simili: la luce (sempre naturale) è buona e la distanza relativa tra i singoli pezzi (e comunque la loro disposizione) è accettabile. La situazione all’esterno è migliore, anche se in questo caso si potrebbe fare meglio (in termini di spaziatura) per agevolare i fotografi.

La raccolta “copre” di fatto l’intera storia dell’Aviazione Militare in Spagna, comprendendo anche diversi “pezzi” non facilmente visibili in altre nazioni. Numerosi anche gli aerei appartenuti ad altre Aviazioni Militari (alcuni Mig ex DDR, i “soliti” Svedesi…).

Bando alle ciance, largo alle foto! Cominciamo dagli aerei (e missili) esposti all’esterno:

Una delle star, questo bellissimi Boeing KC-97L Statotanker utilizzato dallAviazione Militare Spagnola:



Di grande interesse questo Casa 352, la copia “spagnola” del sempiterno Junkers Ju.52:



Accanto ad un originale:



Un bel DC-3/C-47 è presente ovunque:



Ed il successovo Douglas DC-4 in rappresentanza dei grandi plurimotori a pistoni:



Il Casa C.207 Azor è una derivato locale dalla serie Convair Metroliner (ce ne sono due esposti):



Il più famoso rappresentante della categoria anfibi (è infatti dotato anche di normale carrello di atterraggio), purtroppo questo Catalina è in pessime condizioni e necessita di un restauro a breve scadenza:



Un altro Anfibio, famosissimo anche in Italia negli anni ’50,’ ’60 e ’70 fino alla sua sostituzione con gli elicotteri HH-3F, il sempiterno Albatross:



La categoria è completata poi da un più recente Canadair CL-215.

Questo Lockheed Orion è una acquisizione recente ed è ancora in fase di rimontaggio:



Bireattore Spagnolo del dopoguerra, il Casa (Hispano Suiza) Saeta è presente al Museo in tre diversi esemplari, questo è quello conservato esternamente, appartenete all’ultima versione costruita:



Il T-6 è stato un classico ovunque (altri due esemplari sono esposti al coperto):



Uno scorcio della nutrita “fighter’s alley



Dove tra i pezzi più particolari questo Casa-Northrop RF-5°, versione “photo-recce” del notissimo Freedom Fighter costruita solo in Spagna (a fianco vi è un “normale” F-5A con camouflage desertico). Notare la finestrella della macchina fotografica nel muso del velivolo:



Il Mirage III rimane uno dei miei preferiti caccia Mach 2 della prima generazione:



Ma il cuore batte sempre forte per lo spillone (sull’altro lato nei colori della tedesca Luftwaffe):



Tra gli altri, questo stupendo Sabre nei colori della pattuglia acrobatica dell’epoca:



Un altro F-86 è esposto al coperto, con il pannello che ricopre il vano delle mitragliatrici M2 sostituito da un trasparente:



Il Phantom ha rappresentato per anni la prima linea dell’Aviazione Spagnola, sia in versione caccia-bombardiere (F-4C) che ricognitore (RF-4C):





Il Mig 17, nei colori dell’aeronatica Bulgara, apre l’infilata dei caccia sovietici. Dietro si intravedono MiG-21, MiG-23 e Su-22 (tutti ex-DDR):



Esposti internamente, purtroppo in modo decisamente poco fotogenico, due dei pezzi più interessanti. Si tratta di due versioni del famosissimo bombardiere tedesco Heinkel He.111.

La versione “muso lungo” denominata Pedro:



e la versione costruita in Spagna (con Motori Merlin) dalla Casa:



In un altro hangar due pezzacci decisamente interessanti: le versioni “locali” del Messerschmitt Bf.109 costruite dalla Casa con motori Rolls-Ryce Merlin (qulleo dello Spitfire…):



Di particolare interesse per noi Italiani questo bellissimo Fiat CR.32, caccia dell’Aviazione legionaria durante la Guerra Civile Spagnola:



A fianco i due antagonisti dell’Aviazione Repubblicana, entrambi dipindi in maniera diversa sui due lati (si tratta però di repliche e non di esemplari originali).

Il biplano Polikarpov I-15





Ed il monoplano Polikarpov I-16





Lo Spagnolo De La Cierva è stato un pioniere dell’Autogiro, “strana” macchina volante che a metà tra l’aereo e l’elicottero. In esposizione si possono trovare diversi esemplari di queste macchine. A puro titolo esemplificativo, questo è un La Cierva C.30:



Per concludere una vista dei musi di due classici Iberia – MDD Dc-9-32 e Boeing 727 – che spuntano dall’Hangar occupato dal reparto restauro:



Saluti a tutti!
Guido Allieri
 
di Ricardo Baldassarre del 03/06/2012 ore 21:33:01, in Spotting, linkato 1102 volte
 
Ma come sono finito a spottare a Madrid?

Beh, grazie ad una stretta collaborazione ed amicizia con Associazioni estere e spotter locali che io, Gabriele e Paolo abbiamo colto l’opportunità di partecipare ad uno spotting day in terra spagnola, a Barajas per l’esattezza, insieme al nostro amico Guido Allieri, ormai un habitué di questi raduni in giro per l’Europa.

Così ci ritroviamo al giorno della partenza e finalmente riesco a utilizzare l’Aeroporto Sandro Pertini di Torino alla volta di Madrid, mentre i miei compagni di trip partono da Milano Malpensa con l’unico volo Iberia della giornata, in pieno sciopero della compagnia spagnola, a bordo di un Airbus A320.

Sul Canadair 200 della Air Nostrum siamo solo in 16 persone su un totale di 50 posti, decolliamo con una pioggia impressionante e atterriamo durissimo sulla pista 33L; da qui ho battezzato questo aereo il “gratta-bale” visto la quasi assenza di ammortizzatori e la vicinanza del mio posto dell’ultima fila rispetto alla superficie della pista!!!

Una volta ritrovati in aeroporto e depositati i bagagli in hotel, ci dirigiamo a Madrid con la comoda metropolitana, per passare il tardo pomeriggio e la serata in questa bellissima città. Dopo un veloce giro delle principali piazze e calli madrilene e una cena in un ristorante della serie ”All you can eat” (PS: non fate il nostro errore, lo sconsigliamo caldamente!) ritorniamo in albergo per riposarci.

Il giorno dopo ci svegliamo presto perché l’inizio dei controlli di sicurezza è fissato alle 7.45 in punto (!) e siccome non conosciamo bene il luogo d’incontro, saltiamo la colazione e ci facciamo trovare sotto l’albergo di Guido.  Grazie a lui facciamo conoscenza di un bel gruppetto di spotter inglesi.

Ci dirigiamo al luogo prefissato, con una temperatura glaciale di 8°C per essere il 1° maggio, vestiti tra l’altro come se dovessimo scalare l’Everest. Passando per il piccolo distretto di Barajas, si vedono numerosi gruppi di spotter che si affrettano ad arrivare al check point e poi comprendiamo il perché, una incredibile distesa di persone con tutte le pettorine fluorescenti sta già facendo il controllo dei documenti con largo anticipo.

Poco prima di entrare nella guardiola per il controllo radiogeno viene fatto l’appello e consegnato un adesivo da tenere in vista sulla pettorina dove sono indicate le proprie generalità e la validità del pass.

Durante l’attesa dei controlli, si riesce comunque a gustare il traffico di prima mattina, ci passano diversi aerei narrow-body ma anche il bellissimo Boeing  B747-400 della Thai nella livrea speciale del cinquantesimo anniversario della compagnia; siccome è appena atterrato, siamo tutti contenti perché secondo il timetable lo vedremo partire a metà giornata.

Due pullman ci attendono in airside e partiamo alla volta del primo dei due spotting point, tra le due piste 33L e 33R (la posizione era lungo la pista 33L).

Ci mettiamo molto ad arrivare al punto prestabilito ma nel mentre facciamo un bellissimo tour tra gli aerei parcheggiati ai finger dei vecchi terminal T1-T2 e T3, alla sperduta zona cargo con i soliti DHL, UPS, TNT e Swift Air, oltre alla zona “charter” con quattro B747-400 della Pullmantur e alcuni 757 Mint Airways.

Cominciamo a renderci conto che l’aeroporto è immenso, pensate che all’interno del sedime aeroportuale ci sono delle vere e proprie autostrade a due corsie per ogni senso di marcia!

Arriviamo finalmente alla location e subito ci “facciamo gli occhi”, siamo a 200 metri dalla pista utilizzata particolarmente dagli aerei intercontinentali; il punto di contatto dei carrelli è davanti a noi!
Lo sfondo è bello perché troviamo i vecchi Terminal con la sua Torre di controllo e, data l’eccellente visibilità, anche una moltitudine di aerei parcheggiati. L’area da dove spottiamo è delimitata da una bassa barriera rossa, del tipo utilizzato nei cantieri, ma è talmente lunga che mantiene separati dalla strada adiacente tutti i 150 spotter.

Assieme a noi spotter e agli organizzatori dell’evento erano presenti anche diversi agenti di polizia privata che con molta cortesia garantivano la sicurezza dell’evento e che, incuriositi dal nostro “mestiere” non mancavano di chiedere informazioni sui nostri potenti mezzi e sulle attività che svolgiamo presso altri aeroporti.

Da qui incominciamo a capire molto della “fauna” locale, moltissimi sono gli Airbus A340 di Iberia e diversi Airbus A330 di Air Europa che atterrano, ma di tanto in tanto qualche “chicca” dalle Americhe si vede, come il Boeing B767 Winglet di LAN Chile ed l’Airbus A330-200 di Avianca.

Spesso vi sono pause tra un atterraggio e l’altro e così ne approfittiamo per chiaccherare con altri spotter, in particolar modo con i nostri nuovi amici inglesi.

Dalla pista retrostante (circa 1,6 Km), invece il traffico è impressionante, un atterraggio ogni due minuti con altri 2-3 aerei sempre allineati ma purtroppo è difficile capire a quali compagnie appartengano perché abbiamo il sole contro.

Tra una raffica di aria gelida e l’altra, a metà mattinata arriva il camioncino del catering, una graditissima sorpresa perché ci porta diversi vassoi di brioches con crema freschissime e cartoni di succhi di arancia della celebre ditta spagnola Don Simon; questa è stata una piacevole pausa dalle nostre “fatiche”.

Continuiamo a fotografare sempre aerei widebody e un certo punto tra una risata e l’altra l’inglese Alan tira fuori un termine spettacolare:  MASSIVE!

Ad ogni wide body, già da lontano, intonava il suo deciso e autoritario MASSIVE! ad alto volume: era così divertente sentirlo che ha contagiato tutti noi, ad ogni aereo grande era ormai normale dire questa parola, è diventato il motto della trasferta Madrilena!!!

Il bello di questi raduni internazionali è chiacchierare con persone di diversi paesi, dai sempre presenti inglesi e tedeschi agli spagnoli di casa fino ad un gruppo di simpatici colleghi dalla Russia.  Interessante anche vedere diverse pettorine di color giallo e arancione di diverse nazioni, con scritte e loghi strani intervallate da quelle di Clipper, segno che è gente che partecipa attivamente ai nostri famosi Clipper’s Day International.

Intanto ci ritroviamo intorno a mezzogiorno con un cielo veramente minaccioso e all’improvviso lo scenario cambia completamente: il vento che prima soffiava da sud verso nord ha cambiato direzione e da dietro gli alberi, sulla stessa pista, gli aerei incominciano uno dietro l’altro a decollare!

Spettacolo!!! diciamo, hanno girato le piste! Ora possiamo osservare tutti gli aerei in decollo con una luce ottimale, appena si sente il rumore di motori bastano pochi secondi e gli aerei sbucano da dietro gli alberi e staccano proprio di fronte a noi.

Eravamo tutti felici di questa novità ma purtroppo non è durato molto, dopo un’oretta i due pullman sono arrivati per trasferirci sulla parte opposta dell’Aeroporto (mancando per pochi minuti il decollo del Thai!  ARGH!).

Così si riparte con un’altro infinito viaggio sul pullman della durata di circa 35 minuti, ma stavolta passiamo anche sotto la lunga fila di finger del nuovissimo Terminal T4.

La piazzola designata per il pomeriggio si trovava in testata pista 18L e siamo su un prato in posizione leggermente rialzata rispetto alla pista, anche qui delimitata da una rete rossa. Qui la visibilità è eccezionale perché siamo a neanche 150 metri dove atterrano gli aerei a singolo corridoio.

Poco dopo il nostro arrivo, dal furgoncino “magico” del catering escono diverse casse piene di pizzette calde e bibite fresche, la fame incominciava a sentirsi oltre ad essere un modo per scaldarsi.

Dalla pista posteriore intanto arriva sempre qualche grande aereo, purtroppo è talmente lontano che è necessario un obiettivo da 400mm come minimo! Per dovere di cronaca ho fotografato un Ilyushin IL-96 di Cubana, un A340 di Aerolineas Argentinas, un 767 ed un 340 LAN Chile (un totale di 3 voli al giorno!!!).

Poco dopo pranzo arriva quello che non vorresti mai avere in una giornata di spotting: la pioggia battente mista vento!

Con degli scatti felini tutti i partecipanti cercavano di coprire macchine e obiettivi e qualcuno ha cercato riparo dietro al furgoncino del catering. Un grande applauso all’autista che ha distribuito dei grossi sacchi da spazzatura per coprirci!

Dopo un po’ la pioggia lascia il posto a un sole veramente caldo e piacevole, così ho deciso di seguire il mio solito rito della dormita disteso sull’erba, complice la stanchezza e il traffico un po’ noioso di aerei piccoli di Iberia.

Il mio riposo però è stato interrotto da diverse persone che parlavano ad alta voce, così per capire cosa succedeva mi sono alzato e dopo pochi secondi mi sono trovato l’Airbus A321 retrò di Alitalia nella speciale livrea “Pentagramma”!
Non me lo sono fatto sfuggire, l’ho immortalato in diverse angolazioni, veramente una gran bella livrea!

Verso le cinque e mezza del pomeriggio, da lontano vediamo arrivare i pullman per accompagnarci all’esterno dell’aeroporto, una gradita vista perché eravamo stanchi e infreddoliti. Salutiamo un po’ tutti all’uscita, ringraziando sopratutto gli organizzatori di questo evento.

Ma come poteva finire la giornata di uno spotter? Semplice, con una cena!

Dopo la doccia di rito ci troviamo insieme ai nuovi amici inglesi in un ristorante spagnolo della zona di Barajas.
Cena a base di tapas e carne con abbondanti annaffiature di cerveza gelata che accompagnano a racconti di spotting e risate, un bel modo di finire la giornata!

ll giorno dopo decidiamo di fare colazione in aeroporto e cerchiamo un punto consigliato per vedere gli aerei al mattino, la vetrata di un ristorante al Terminal 2, praticamente sotto la vecchia torre di controllo.

Una volta trovata non ci siamo più mossi per tutta la mattina perché è l'unico punto abbordabile se si è sprovvisti di automobile, la location in se non è malaccio, ci ripara dal sole e ci permette di seguire le miriadi di atterraggi e gli aerei in transito per i vecchi Terminal; purtroppo dal punto di vista fotografico siamo in pieno controsole.

Non ci sono aerei particolarmente interessanti che ci passano davanti ma scopriamo anche un insolito Airbus A330-200 di AerLingus che ci passa davanti, effettua un volo diretto Madrid - Washington per conto United.

Intorno alle 11.00 prendiamo i nostri zaini e armati di snack e acqua ci dirigiamo fuori dall’aeroporto per raggiungere uno dei punti più famosi di Madrid: le collinette a metà aeroporto. Queste collinette di trovano a 15 minuti dal vecchio Terminal T3 e si raggiungono abbastanza facilmente a piedi sia dal T3 che dal paese di Barajas.

La vista da sopra è spettacolare, siamo vicinissimi al punto nevralgico dell’aeroporto dove si intersecano le quattro piste e dove si concentrano tutti gli aerei che devono decollare o che sono appena atterrati. La collinetta è alta almeno 50 metri sul livello delle piste e bisogna fare un poco di attenzione a non ruzzolare giù sulla superstrada!

Un’altro vantaggio di questo spotting point è la taxiway a circa 250 metri che permette di vedere tutto il traffico da e per i vecchi terminal. Fotograficamente parlando il sole è ha favore dalle 13h, 14h circa, in poi fino a sera. Non affrettatevi ad andare via presto al pomeriggio, perché la luce migliore, anche lì, è dopo le 18h.!

Ci passano davanti oltre agli aerei della compagnia Air Europa e al solito traffico europeo anche i B747 di Pullmantur, il B777 di Mexicana nella bellissima livrea full-metal e l’A340 di Aerolineas Argentinas (bianco con soli titoli), tutti davanti a noi in passerella come in una vetrina.

Passiamo qui diverse ore con un tempo che non perdona: sole cocente intervallato da momenti di intenso freddo che ti costringe a ripararti. Alla fine tra la stanchezza e la fame ci dirigiamo a prendere il pullmino che fa spola tra i vari terminal con destinazione finale il Terminal T4.

Dopo una abbuffata al solito Mc Donald’s passiamo i controlli e ci dirigiamo al bellissimo e immenso salone delle partenze Schengen. L’architettura di questo terminal è moderna e ariosa, caratterizzata da una grandissima vetrata verso le piste e da una struttura metallica con colori che vanno dal giallo al blu che sorregge a sua volta il tetto a forma di vela in listoni di legno, veramente molto bello!

E’ il momento di salutare i miei compagni di viaggio Gabriele e Paolo perché partono alla volta di Milano Linate, con un A320 appena arrivato da Londra, dalla parte completamente opposta del mio volo per Torino (ancora una volta sul famigerato “gratta-bale” Canadair 200 Air Nostrum, questa volta pieno come un uovo).

In conclusione Madrid si è rilevato un aeroporto veramente MASSIVE! 

Enorme, spazioso, molto trafficato (nel 2011 ha sfiorato i 50 milioni di passeggeri!), con molte “chicche” dal centro-sud America che invidiamo molto nei nostri aeroporti italiani.

Per ultimo ringraziamo gli amici spagnoli dell’Asociación AIRE per il gentile invito e per l’ottima organizzazione di questo evento, sperando che altre persone come me possano parteciparvi in futuro.

Ricardo Baldassarre



GALLERIA FOTOGRAFICA

Qui sotto la mappa dell'aeroporto con le piste e i punti toccati (in rosso) - Il nord è a sinistra



Sopra le nuvole il tempo è sempre bello  :) 
  


Controlli di sicurezza, siamo a neanche metà delle persone, ne arriveranno molte altre



La location della mattina, con la rete che ci separa dalla strada. Purtroppo il terreno non è dei migliori e ci si impantana come niente



Via con le foto!



e via con la colazione!!!!!!













Foto di gruppo, da sinistra:
Paolo Cenci, Ricardo Baldassarre, Gabriele Cavallotti e Giudo Allieri



Spettacolo, siamo veramente vicini alla pista, gli spagnoli sono organizzati alla grande, con scale e sedie da campeggio





Inizio della preparazione della colazione, gentilmente offerti a tutti gli spotter!



All'arrembaggio!



Buongiorno Comandante!



Al ragazzo del catering (quello con la pettorina gialla) vengono regalati dei quadri come ringraziamento



Si ride e si scherza sempre, non si riesce a farne a meno!



Bello, bellissimo, MASSIVE!!!





Bella chicca, un B767 della LAN winglettato



Girano le piste e cambiano le prospettive













La location del pomeriggio, il tempo pero' non perdona purtroppo...



Si iniziano i preparativi per il pranzo, sullo sfondo incomincia a piovere



Anche qui siamo vicinissimi agli atterraggi, peccato che con queste disposioni delle piste vediamo solo narrow-body





Ogni tanto il sole si fà vedere



L'avevo detto che mi sarei fatto una dormita no?





Questo merita veramente, molto bella la livrea!




Da lontano il Cubana... preso con un 400mm, Canon 30D e ulteriore crop in post-produzione.
Sullo sfondo le montagne con la neve!



Il giorno dopo dalla collinetta, con il bel tempo o con il cattivo tempo scherziamo sempre!



Il punto nevralgico dell'aeroporto, sopraelevati sull'intersezione delle quattro piste, spettacolo puro!





Ogni tanto compaio anch'io in foto.... Vista della collinetta e della strada sottostante, prestate attenzione!



In attesa, a volte anche 6 aerei in attesa di partire, tutti aerei MASSIVE!








Un po' anomimo, ma è uno delle chicche di Barajas



Un peccato che sparisca questa livrea, è sempre bella!







La vetrata vista piste, dentro il Terminal 4 Sud, quello dedicato ai voli Schengen



Il soffitto a vela, in listoni di legno, luminoso e grandissimo



Certa gente non regge piu' lo spotting!!!



Moderno e luminoso



AL PROSSIMO TRIP REPORT, DA FRANCOFORTE!
 
di Davide Daverio del 09/05/2012 ore 21:15:43, in Spotting, linkato 830 volte
 

























 
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