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 Una classica giornata di spotting con Clipper + galleria fotografica
di Ricardo Baldassarre del 23/10/2011 ore 11:25:32, in Spotting, linkato 1025 volte
La nostra associazione ha molti lati positivi. Uno di questi è la possibilità, una volta al mese circa, di poter accedere nel sedime aeroportuale di Malpensa. In gruppi di una quarantina di spotter, Giorgio ci accompagna a fotografare da più vicino e soprattutto senza reti gli aerei che transitano presso l’aeroporto della brughiera.

Così, anche lunedì 10 ottobre, entriamo non senza aver passato i consueti controlli di Polizia. Saliamo sul Cobus che ci porta sulla strada perimetrale adiacente agli stabilimenti Agusta-Westland e che una volta veniva utilizzata dal pilota Giacomo Agostini per le prove di velocità delle moto che hanno vinto tantissimo e hanno fatto crescere la popolarità dell’azienda varesina nel mondo.

La zona è ideale perché il sole illumina gli aerei sulla tre quarti posteriore, aerei che sono in fase di atterraggio, visto che è in uso la pista 35R per gli arrivi e la 35L per le partenze. Oltre alla predominanza di arancio EasyJet, non mancano vecchie glorie, come un MD83 Alitalia e habitué dello scalo il BAE della compagnia di bandiera Swiss. Certo, ogni tanto abbiamo anche l’occasione di fotografare “prede” rare come il 319 di Brussels Airlines in livrea Star Alliance, che atterra proprio sotto i nostri occhi.

Chi ci vede dall’esterno crederà ad un evento particolare, anche perché vestiamo tutti la pettorina gialla ad alta visibilità per poter essere immediatamente riconoscibili dai piloti e dalla torre di controllo, posta proprio di fronte a noi. Il bello è vedere tutti “armati” di macchine fotografiche all’ultimo grido e di obiettivi di egual classe pronti a immortalare questa livrea o quell’aereo che tocca la pista non perfettamente allineato.

Ci spostiamo, più avanti nella mattinata, nella zona cargo, dove sono pronti al decollo, dopo aver caricato di ogni, la Qatar Cargo con il B777F e la China Airlines con lo stesso tipo di aeromobile. Si segue ogni fase del lavoro che serve per poter preparare un aereo al decollo.

Dopo aver visto i portelloni chiudersi, già scattano i primi campanelli di allarme per noi spotter. Dopo questo, i piloti effettuano la check-list e si preparano al push-back, accendendo le luci beacon e strobo. L’ultimo passo è l’avviamento dei motori che è sempre da noi seguito come un rituale, probabilmente perché il suono delle turbine fa sì che si abbia l’impressione di ascoltare della musica in Dolby Surround… Poi, l’addetto alla movimentazione, cioè del push-back dell’aeromobile con il trattorino, alza il carrello anteriore e sposta, sembra senza fatica, una macchina che pesa svariate tonnellate. L’ulteriore e ultimo passo vede il controllore delle operazioni che, collegato con i piloti, comunica le ultime direttive, fino a quando stacca il cavo che consente il collegamento audio e mostra, allontanandosi a piedi, lo sticker di sicurezza ai piloti.

Da lì in poi, noi seguiamo l’aereo nello spostamento sulla taxiway, fotografandone ogni particolare, fino al decollo. Il bus si indirizza verso la zona migliore (per la luce) per il primo pomeriggio: il de-icing. Posta vicino alla zona cargo, da qui si vedono tutti gli allineamenti per la 35R.

Oggi le condimeteo sono veramente interessanti, con una giornata insolitamente calda per la stagione. Ergo, le foto sono a rischio sovraesposizione, e ci si deve adattare chiudendo di 1 stop l’apertura del diaframma, pena il rischio bruciatura delle alte luci. Passano davanti a noi l’A330 Alitalia appena consegnato, il B777 di Singapore Airlines e anche tutti i regional che collegano tutta Europa. Il buon Giorgio ci fa trasportare, sempre con il grosso bus, in una zona che i più intenditori di Malpensa ricordano bene.

Davanti al CBC (Crew Briefing Centre) c’era infatti un punto dove i più grandi wide-body passavano veramente a pochi metri. Ma, dopo che dei presunti fotografi (ma che oserei chiamare vandali) hanno divelto la rete di protezione, il punto è stato ovviamente chiuso con una rete ancora più lontana, eliminando di fatto uno dei migliori punti per fotografare. Adesso siamo però all’interno e attendiamo il decollo, sperando in una lunga corsa, del B747 di Cathay Pacific, che ci passa davanti già con il carrello anteriore sollevato.

Nel frattempo avvistiamo da lontano la classica sagoma di un quadrireattore: un altro B747, ma della Silkway, compagnia cargo dell’Azerbaijian, molto elegante nella livrea blu-grigio. Un’altra “preda” per tutti noi. Non mancano di certo i saluti dei vari piloti, che si stanno abituando alla nostra presenza e ci fanno capire che siamo ben accetti in aeroporto. Lasciamo, hahinoi, la zona del CBC, per rifocillarci e bere qualcosa in una bar-mensa vicino all’area di Fed-Ex, dove vediamo parcheggiato il classico MD-11 in attesa del carico giornaliero. Dopo aver messo qualcosa sotto i denti, il Cobus ci porta nel solito prato sito sotto la torre di controllo.

Qui abbiamo la luce alle nostre spalle, e gli aerei che transitano sulla taxiway principale per gli allineamenti su entrambe le piste. Ottima vista anche sui movimenti della 35R, che rende possibile anche fare dei panning. L’unica pecca (ma non oggi) è il calore al suolo che rende la parte bassa delle foto “liquida”. Notiamo un nuovo arrivo che ci era sfuggito: qualche emiro ha mandato un bel Lockeed L100 a prendere qualche carico, magari prezioso. Questo quadrimotore a elica si vede abbastanza spesso a Malpensa, ma di certo non è di linea!

Prima di congedarci, convinciamo Giorgio a farci percorrere nuovamente la perimetrale cargo. Ci sono ben quattro B747, un A300 EgyptAir e il Lockeed: una bella vista. Preziosissimo il carico che possiamo riconoscere in Ferrari, Lamborghini e una Huayra della Pagani. Costo? Circa 1,5 milioni di Euro. A questo punto scorgiamo un po’ di movimento sotto il cargo egiziano che sta per partire.

Il nostro intrepido presidente chiede il permesso al capo scalo EgyptAir per poter fare un giro intorno all’aeromobile, in gergo un walkaround. E la giornata si completa con la possibilità, quindi, di poter scorgere tutti i particolari di questo A300 scattando foto inusuali. Chi cerca di curiosare nei motori, chi fa foto ai carrelli, chi, semplicemente, rimane a contemplare questa macchina volante. Giorgio ci invita a risalire sul bus, ma accade quello che nemmeno lui, forte di tanti anni in aeroporto, aveva mai visto.

I due piloti si affacciano fuori dai finestrini aperti, agitando la bandiera del loro paese, orgogliosamente celata in qualche cassettino nel cockpit. Ecco come far scatenare una trentina di spotter; fermare un’immagine inconsueta e piena di significati, come l’amore per il proprio paese e l’amicizia che si può instaurare tra chi gli aerei li ammira e chi li usa semplicemente come “ufficio”. Infatti uno dei due piloti ci lascia anche il proprio biglietto da visita, suscitando l’incredulità in noi tutti.

Osserviamo anche tutta la procedura completa del push-back, dallo stacco della scala, fino a quando il trattorino non sgancia il grosso A300 in mezzo alla taxiway. Salutiamo tutti i nostri amici piloti, magari pensando a qualche altra volta dove ci saremo sia noi, sia loro.

E’ strano, parlo a titolo personale ma credo possa essere condiviso da molti, questo gesto ci ha portato a terminare la giornata di spotting con un sorriso, indipendentemente dalle foto riuscite o meno. Ci vuole poco, lo so.

Fabio Zocchi

 Fotografie di Ricardo Baldassarre e Daniele Cito