Home Page : Articolo : Stampa
 
 Spotter non si nasce, ...si diventa
di Giorgio De Salve Ria del 24/08/2011 ore 14:37:53, in Spotting, linkato 725 volte

Lettera aperta alla comunità degli spotter

Come tutti sanno, da qualche anno Clipper è impegnata a far sì che tanti appassionati possano accedere all’interno di un grande aeroporto come Malpensa per fotografare aerei, osservare l’ambiente aeroportuale e apprendere i segreti dei svariati servizi di supporto di terra.

Da quest’anno, grazie alla disponibilità di SEA – Società di gestione dell’Aeroporto, abbiamo deciso di incrementare il numero dei partecipanti per ogni singola manifestazione airside, in quanto le richieste sono sensibilmente aumentate e non volevamo deludere le vostre aspettative.

Questo cambiamento, che ha comportato un maggiore impegno organizzativo, per noi vuol dire “successo” che deriva, tra l’altro, dall’ottima visibilità che riscuote il nostro sito, ove trovano spazio il nuovo magazine mensile “Transponder World” e i suggestivi reportages che ci inviate dagli aeroporti italiani ed esteri, mete preferite dei vostri weekend.

Spotting e Territorio - un bilancio incoraggiante - Abbiamo notato che la lunga attività di foto-osservazione non ha solo avvicinato nuovi appassionati, ma ha indirettamente contribuito a col-legare l’aeroporto al Territorio, facendo sì che i suoi confini fossero frequentati anche dalla gente comune, da famiglie, anziani e curiosi che gradualmente si sono riappropriati di un’area altrimenti destinata ad essere conosciuta come ricettacolo di promiscuità, degrado e, in passato, luogo di traffici poco raccomandabili.

La costante presenza degli spotter a bordo pista, nel corso dell’ultimo decennio, non ha più allarmato né le comunità locali, né la sicurezza aeroportuale, perché hanno percepito che si era davanti a una novità di natura nettamente diversa. Alcuni angoli del recinto aeroportuale si sono popolati per tutto l’arco dell’anno di appassionati fotografi muniti di moderne fotocamere e obiettivi sempre più potenti.

Con l’avvento del digitale e della postproduzione delle immagini, si è assistito ad una crescita dell’attività fotografica a bordo pista, richiamando l’interesse di tanti giovani appassionati, che hanno velocemente acquisito un’ottima tecnica fotografica, dallo scatto alla pubblicazione web.

Con l’abbandono della celluloide (le vecchie diapositive n.d.r.) infatti, interessanti reportages sono apparsi sulla rete globale: airliners.net, jetphotos.net, planespotters.net, airplane-pictures.net ed altri siti sono diventati un must di un fenomeno che, tra l’altro, ha contribuito alla crescita del settore fotografico di fascia medio-alta, considerando che il valore di un’attrezzatura completa di qualità intermedia può aggirarsi intorno ai 5.000 €, ma non è difficile osservare kit da 15.000 €, senza considerare l’hardware e gli applicativi necessari per gestire velocemente l’attività di postproduzione delle immagini digitali (fase dedicata al fotoritocco, ndr.).

Una convivenza difficile - L’attività fotografica svolta a bordo pista non è sempre immune da azioni di proibizione delle Forze dell’Ordine, anche se a Malpensa gli episodi si sono verificati in maniera abbastanza isolata, presumiamo causati da semplici incomprensioni.

Generalmente però, la reiterazione di episodi di divieto fotografico dell’autorità aeroportuale, da cui derivano le aride discussioni a bordo pista, va a ripercuotersi su tutto il settore; si prenda ad esempio il caso emblematico della chiusura del punto di osservazione adiacente al Crew Briefing Center Alitalia, deciso dalla P.S. per gli ovvi motivi di sicurezza, “grazie” alla sconsideratezza di "qualcuno" che continuava a recidere la rete metallica, più volte ripristinata da SEA. Naturalmente noi di Clipper ci siamo dovuti necessariamente dissociare da questi comportamenti, che evidentemente denotano, se pur mossi da smisurata “passione” fotografica, una scarsa conoscenza delle normative e dei regolamenti aeroportuali.

Non entriamo nei particolari degli accorati tentativi di difesa che per anni abbiamo sostenuto a favore degli spotter, costretti a sperare che, al passaggio di un aeromobile “interessante”, proprio in quel momento la sicurezza aeroportuale non imponesse il divieto fotografico, vecchi tempi…

A lungo andare, grazie alla costante presenza esterna, gli “spotter” hanno acquisito una propria dignità, ma anche responsabilità e consapevolezza del rispetto delle regole, il tutto corroborato dal contributo che la carta stampata ha loro dedicato con sempre meno senso di stupore per la particolare forma di attività.

Clipper all’interno dell’Aeroporto è andata ben oltre, con il contatto diretto e costante con gli stessi responsabili, ha di fatto contribuito ad abbattere i pregiudizi che limitavano i tentativi di dialogo, soprattutto con gli addetti alla vigilanza. Piuttosto agevole, peraltro, si è dimostrata la strada che si è percorsa durante questi anni, cioè nel richiamare l’attenzione delle Autorità aeroportuali e dimostrando loro quanto anacronistica sarebbe stata la “chiusura” incondizionata verso il popolo degli spotter in nome della seppur riconosciuta necessità di sicurezza.

Lo Spotter - utile custode dell'Aeroporto - Lo spotter ama l’Aeroporto in quanto vetrina delle più raffinate tecnologie del trasporto aereo, luogo di cultura aeronautica e crogiuolo di diversità professionali e umane di portata internazionale, Città di transito di milioni di passeggeri e migliaia di addetti ai servizi delle numerose compagnie aeree. Innumerevoli aerei con altrettanti messaggi multicolori impressi sulle proprie fusoliere, veri “biglietti da visita” e orgoglio dei Paesi di provenienza, senza dimenticare i chiari segnali di amichevole complicità allacciati con i nostri amici piloti, pronti a rallentare il rullaggio per porgere la fiancata per una foto, ringraziando con un saluto chi, anche dall’esterno, apprezza questo mondo davvero particolare.

Clipper ha contribuito a creare un nuovo modo di approccio aeroportuale, portando all’interno di Malpensa tanti appassionati che hanno potuto così andare oltre la fotografia, cioè capirne il funzionamento seguire da vicino le sequenze preordinate dei servizi di supporto di terra, talvolta scuola e “trampolino di lancio” per tanti giovani appassionati, ora inseriti con successo negli organici di compagnie e società di servizi aeroportuali.

Il linguaggio dell'aeroporto - I nostri “safari aeroportuali” hanno dato la possibilità ai nostri visitatori di scoprire, ad esempio, che allo spegnimento dei motori attorno all’aereo si anima una laboriosa attività di servizi di cui difficilmente i passeggeri in arrivo riescono a comprenderne il significato; senza parlare delle infrastrutture aeroportuali, quali la Torre di controllo, l’impianto di produzione di energia, il de-icing, i grandi hangar, le aree di manovra, quelle di movimento, i radar, lo smistamento bagagli, le luci di atterraggio e il loro “linguaggio”, le comunicazioni TBT, il catering, sono solo una parte delle attività che concorrono al funzionamento di questo grandioso sistema perfettamente organizzato e sincronizzato.

Questa è l’offerta di Clipper, un valore aggiunto riconosciuto da più parti, unitamente alla consapevolezza che la “macchina” aeroportuale funziona grazie a chiare normative previste per ogni singola attività di supporto tecnico e logistico; in ambiente aeroportuale è tutto codificato e condiviso, nulla è inventato, ma tutto previsto e verificato.

Clipper e l'Aeroporto - Dall’osservazione della vita professionale aeroportuale, Clipper ha potuto così apprendere come gli obiettivi economici di un grande aeroporto potessero convivere con l’interesse per la sicurezza del volo, della tutela dei diritti del passeggero e della salvaguardia della sicurezza dei lavoratori.

Su queste solide basi e la loro consapevolezza è cresciuta con gli anni la collaborazione con SEA e le Istituzioni Aeroportuali, le quali hanno sempre agevolato le nostre attività interne e, di recente, apprezzato informalmente il nostro progetto di riunire in un unico “Albo Nazionale” gli spotter italiani che intendono farsi portatori di “sicurezza partecipata” rivestendo l’impegno, limitatamente alla loro permanenza all’esterno delle reti di recinzione, di diventarne i discreti custodi.

Il progetto è tanto stimolante quanto impegnativo, per un insieme di passaggi obbligati intermedi che riteniamo necessari affinché lo Spotter possa acquisire la conoscenza di base delle peculiarità di un Aeroporto Civile e degli aeromobili che vi sbarcano; un programma semplice e al tempo stesso completo, un programma informativo che stiamo predisponendo, nel quale è inserita una parte altrettanto significativa, dedicata alle modalità di collaborazione con la sicurezza aeroportuale.

Pertanto, con l’auspicio che la comunità degli spotter sia interessata a questa forma di collaborazione, che ridurrà sensibilmente le distanze tra gli stessi e gli organi preposti alla sicurezza aeroportuale, ci sentiamo in dovere di ricordare alcune buone abitudini e regole di comportamento da tenere a bordo pista al fine, come anzidetto, di rimuovere quelle restanti barriere di diffidenza che, per vari motivi, purtroppo, ancora oggi in Italia, talvolta, ostacolano le attività fotografiche esterne degli aeroporti civili.

I suggerimenti e le regole che di seguito andiamo a elencare nascono da una esperienza più che ventennale di frequenza a bordo pista, ma anche da vicende a noi raccontate dai veri protagonisti della cultura spotteristica, quelli che "ognitempo" hanno avuto la costanza di fotografare su celluloide prima, su supporto digitale oggi, ma soprattutto nella propria memoria storica le centinaia di migliaia di aerei e compagnie che sono approdati a Malpensa in oltre 50 anni.

Abbiamo raggruppato suggerimenti e regole di comportamento in un unico elenco poiché crediamo che esse abbiano valore su tutti gli aeroporti civili italiani, ivi compresa la nostra Malpensa ove generalmente noi di Clipper operiamo; in seguito vedremo di raccogliere e pubblicare le limitazioni e le opportunità degli altri scali civili del Paese.

Regole generali e suggerimenti per una corretta permanenza a bordo pista:

  • All’invito delle Forze dell’Ordine di esibire un documento di riconoscimento attraverso la rete di recinzione, si raccomanda di aderire alla richiesta, evitando di dimostrare disapprovazione, poiché la competenza prevista dalla normativa aeroportuale si estende anche all’esterno della rete di recinzione.
  • Non parcheggiare la propria autovettura davanti ai cancelli lungo la recinzione dell’aeroporto, essi devono restare sempre liberi da ostacoli.
  • Non tagliare le maglie delle reti metalliche di recinzione per introdurre gli obiettivi fotografici; oltre a commettere un reato, ne deriva un danno per il Gestore aeroportuale.
  • All’invito di sospendere l’attività fotografica da parte degli operatori della sicurezza, aderire evitando di esprimere disapprovazione.
  • Al transito di aeromobili scortati dalle Forze dell’Ordine abbassare o deporre le fotocamere restando possibilmente sul posto.
  • Coloro che dispongono di una pettorina ad alta visibilità, meglio se personalizzata con la scritta “Spotter” non esitino ad indossarla. È senza dubbio un segno di appartenenza apprezzato dalla Sicurezza Aeroportuale; essa non dà ancora alcun diritto incondizionato a svolgere attività fotografica, ma è utile agli operatori ai fini di un efficace monitoraggio della situazione esterna dell’aeroporto.
  • Comportamenti di insofferenza con gli addetti alla sicurezza si ripercuotono su tutta la comunità degli spotter, ma nei casi eventualmente documentati, possono determinare conseguenze più generali su tutto il territorio e rallentare quel progetto che Clipper sta portando avanti, a favore di tutta la categoria degli spotter italiani.
  • Evitare di salutare i piloti con due braccia, è sufficiente alzare una sola mano.
  • Fermo restando il fatto che alcuni appassionati fotografano dall’interno della storica torretta di avvistamento sita a sud delle piste di Malpensa, a costoro ricordiamo vivamente che tale iniziativa è a proprio rischio e pericolo per la propria incolumità e, in ogni caso, raccomandiamo loro di indossare comunque una pettorina ad alta visibilità, ciò sarà considerato dalle FF.OO. un gradito gesto di collaborazione, in mancanza del quale si potrebbe innescare l’eventuale allarme aeroportuale, con le conseguenze personali e per la navigazione aerea che ne possono derivare.
  • In caso di atteggiamenti sospetti di persone o autovetture sconosciute, gli spotter non esitino a segnalare telefonicamente alla Sicurezza aeroportuale (Polizia di Frontiera 02-58584511 – Sicurezza SEA 02-74862999 o a Clipper 347-4308794) tali situazioni anomale, il gesto sarà apprezzato come forma di civile collaborazione.
Il presente “decalogo” sarà tenuto aggiornato ed eventualmente migliorato grazie alla vostra collaborazione di associati iscritti e non, ripetiamo, l’interesse è di tutti gli appassionati frequentatori degli aeroporti e per questo ci faremo anche portavoci di vostre segnalazioni presso le amministrazioni comunali di competenza a favore di una migliore ricettività delle aree d’interesse.

Questo per noi è il punto che pone le fondamenta, partendo da Malpensa, "laboratorio dello spotting" per iniziare un percorso condiviso con tutti gli Enti interessati, nell'obiettivo di un dignitoso riconoscimento che in futuro diverrà anche "collaborazione e sicurezza partecipata"

Giorgio De Salve Ria
Presidente Clipper