Guida al pulsogetto
di Riccardo Sardeni del 11/02/2009 ore 10:11:22, in Recensioni Libri, linkato 2205 volte

Storia, tecnica ed elementi di teoria del motore a risonanza per modellismo

In tutta la letteratura che si occupa dei pulsogetti per modellismo non esiste un libro aggiornato che tratti in modo generale la storia, l’evoluzione e le teorie di base di questo storico propulsore.
Negli anni Cinquanta, in Unione Sovietica, ci provò Vyacheslav Borodin, con il suo famoso trattato sui pulsogetti che tuttavia non ebbe la diffusione che meritava perché non fu mai tradotto in Occidente (se non per iniziative private rimaste anonime).
Mancava quindi un testo che raccogliesse tutte le informazioni sparse negli innumerevoli articoli e studi pubblicati nel corso degli anni e che illustrasse le novità ed i progressi realizzati dopo il 1958 (anno di edizione della pubblicazione Sovietica). In particolare, la nascita del volo radiocomandato e quindi il passaggio dal pulsogetto per il volo circolare a quello, più “aeronautico”, studiato per il volo R/C, la sperimentazione dei mini o micropulsogetti (non necessariamente intesi per applicazioni modellistiche) e dei pulsogetti valveless, l’introduzione di sistemi di alimentazione ad iniezione elettronica, fino ad arrivare ai recentissimi studi sui combustori a guadagno di pressione ed ai nuovi pulsogetti a detonazione.
Questo libro, pur palesemente scritto per gli appassionati di aeromodellismo, rappresenta quindi quanto di più completo vi sia attualmente sull’argomento, e potrebbe costituire una valida base di partenza e stimolo per nuove ricerche, sperimentazioni e costruzioni, sia a livello amatoriale che universitario.

Il libro, formato 24 x 17, ha 352 pagine e contiene circa 248 illustrazioni, molte delle quali a colori.
Esso si compone di due Sezioni, per complessivi 13 Capitoli e di due Appendici, con tabelle e disegni costruttivi.
La prima Sezione, più descrittiva, illustra la storia di questo interessante propulsore, sviluppato dai tedeschi per esigenze belliche (era il motore del primo missile "cruise" della storia, la famosa V-1), le ricerche portate avanti da tutte le Potenze vincitrici nel dopoguerra, fino al
progressivo abbandono a favore del motore a getto a turbina, cioè il turboreattore.  Questo motore venne tuttavia adottato dagli aeromodellisti e godette di un periodo di buona diffusione (anni 50-60) nel volo circolare da velocità. Successivamente venne applicato al
radiocomando e viene tuttora usato in manifestazioni, grazie alla grande spettacolarità che offre. Sempre nella prima Sezione vi sono
capitoli che trattano dei problemi costruttivi e di manutenzione, gli accessori e le sperimentazioni (banchi prova, ecc.).
La seconda Sezione è interamente dedicata alla teoria e consente di capire i principi di funzionamento di questo motore, fino al punto di presentare equazioni e metodi per progettarne uno. Pur ridotti all'essenziale, questa parte contiene concetti e formule matematiche, per cui è ovviamente di lettura meno agevole della prima parte.
Le velocità massime ottenute da questi aeromodelli si aggirano sui 400 km/h.

 

 

Giancarlo Mensa è un vecchio aeromodellista dal passato aeronautico, avendo trascorso tutta la sua carriera lavorativa tra gli aeroplani, dapprima come ufficiale tecnico presso la II Aerobrigata I.D. di Cameri, poi come tecnico aeronautico della Divisione Aviazione della FIAT, poi Aeritalia ed attualmente Alenia. La sua attività si è ripartita negli anni tra la preparazione di manuali tecnici, l’assistenza tecnica sui campi di volo e l’addestramento. Già Direttore della Documentazione Tecnica e dell’Addestramento presso il G.I.E. ATR di Toulouse,  ha preso parte alla realizzazione dell’ATR Training Centre di Blagnac, diventandone vice-Presidente e responsabile del settore marketing. Sul finire della carriera si è anche occupato della pianificazione dell’addestramento nel quadro dell’organizzazione Eurofighter per il velivolo EFA 2000.
Collabora attualmente con alcune pubblicazioni aeromodellistiche Italiane ed estere (Modellismo, Model Engine World, The Engine Collectors Journal). È nato e vive tuttora a Torino, dedicandosi, nel tempo libero, al suo sport preferito, cioè lo sci (e le escursioni in montagna d’estate).
È sposato con un’attiva “sommelier” ed ha un figlio che, forse disgustato dall’essere cresciuto in mezzo ad aeromodelli, aeroplani e ponderosi manuali tecnici, ha intrapreso gli studi medici.

 

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